Andrea Cinalli
Serialità ignorata
3 Aprile Apr 2013 1310 03 aprile 2013

È “Whitney” la comedy erede di “Friends”

Cinque amici con vezzi e manie fonti inesauribili di sketch e siparietti spassosi: è “Whitney” a raccogliere l'eredità di “Friends”

La location è Chicago, ma le dinamiche del gruppetto sono analoghe. C'è la tizia petulante combattuta da mille dilemmi, la tipa realista coi piedi piantati per terra e la mano sulla bottiglia, la lunatica costantemente assorbita da trovate strampalate, il compagno fedele ma esuberante, l'amico poliziotto che di punto in bianco si reinventa barman e sfodera goffamente il suo fascino per conquistare la cliente-compagna di bevute.
Passando in rassegna i personaggi di “Whitney”, sit-com al secondo giro di boa sulla NBC statunitense, sorge insomma spontaneo il parallelismo con “Friends”. Non solo: lo stile comico cui si impronta è leggero, pulito, senza degradare in volgarità (che oggi si è soliti inculcare richiamandosi al “politically uncorrect”) o in banalità gratuite che avrebbero smussato l'efficacia della scrittura. Stessa condotta della comedy anni '90 sui sei amici newyorkesi.

Intendiamoci: alla scopiazzatura non si può certo gridare, bensì si può apprezzare lo sforzo di riportare in auge una comicità senza orpelli, per alcuni “obsoleta” e prossima all'estinzione. Sforzo profuso da Whitney Cummings, l'attrice-autrice omonima che, ricalcando peculiarità e vezzi degli amici di Central Park, ha tratteggiato un gruppetto ben assortito di giovani eccentrici e un pizzico svitati (lei stessa s'è caratterizzata con una loquacità sfiancante e dubbi a non finire sulla solidità della relazione con Alex, il co-protagonista che non a caso la apostrofa “90-percent mouth”). Una dedizione alla serie, quella della Cummings, che va doppiamente apprezzata, considerati gli impegni per questa stagione tv: oltre che in “Whitney”, è al timone di “2 Broke Girls” (la sit-com che su Italia Uno chiude la domenica sera de Le Iene) e “Love You, Mean It with Whitney Cummings”, talk show sul network cavo E!.

Unico rammarico è che della serie, godibile e ben congegnata, se ne discuta così poco, perché ottenebrata dal ritorno del friend Matthew Perry con “Go On”, dalle dilaganti polemiche sulla trasmissione della comedy omosex “The New Normal” e da “30 Rock”, che dopo sette anni in pompa magna giunge al capolinea.
Un oblio indegno, quello cui “Whitney” è stato condannato da giornali, testate online e blog vari, soprattutto guardando al futuro promettente che le si prospetta: forte di una media di 3,5 milioni di spettatori, potrebbe piazzarsi anche quest'anno nella rosa di show che passano il turno e si confermano per la prossima stagione. I friends di Chicago incrociano le dita e si apprestano a levare in alto i calici, con l'auspicio che di questo andazzo – chissà – eguaglino i cugini di New York.

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