Il maleficio del dubbio
3 Aprile Apr 2013 1403 03 aprile 2013

Schiavizzano bambina per farle chiedere l'elemosina. Troppo facile gridare ai "mostri"

«Maria adesso ha 13 anni e da oggi è finalmente una bambina libera dopo che i carabinieri l'hanno salvata dalle grinfie di due romeni. Che, qualche anno fa, l'avevano comprata dai genitori utilizzandola poi per chiedere l'elemosina davanti alle chiese di Avellino, Mercogliano e Atripalda. L'anno scorso Maria è anche diventata mamma. Rimasta incinta a 12 anni, la bambina ha dato alla luce un maschietto che ora è con lei in una struttura protetta per minori. Sono stati anni terribili per questa ragazzina che quando chiedeva di restare col suo piccolo invece che mendicare, veniva picchiata con un bastone dalla coppia di romeni che erano i suoi aguzzini».

La bambina ora ha un alloggio suo nella comunità che la protegge, viene seguita da medici e psicologi e con un po’ di fortuna avrà l’occasione di costruire lentamente una nuova vita per sé e per suo figlio. Ai due criminali toccherà il cielo a scacchi per un lungo tempo. Giustamente. Ma chi sono questi “cattivi”? Da dove vengono? Questo non sembra interessare a nessuno, e sì che le cause di un problema dovrebbero attirare più attenzione delle conseguenze per chiunque voglia risolverlo.

Sono “aguzzini”, una coppia di rumeni con “grinfie” per ghermire innocenti bambini. Sono dei mostri e, già si legge su facebook, “devono morire”.

Questo atteggiamento è molto comodo per tutti: questi criminali non sono esseri umani, non sono come tutti noi, hanno qualche tara a livello genetico che li rende diversi. Eliminarli o chiuderli in cella per sempre è la giusta soluzione.

Forse è vero. Forse oramai sono talmente irrecuperabili che tenerli separati dalla società è l’unica soluzione. Ma quella società che ora si vendica, e nelle piazze già emette sentenze di morte, dov’è quando un bambino viene lasciato solo, picchiato e magari violentato dal padre? Quando l’unica educazione che riceve è la violenza? Quando da uomo vive emarginato e senza speranza? O quando una bambina apprende che il destino di sfruttamento che la attende è la normalità? Quando si rassegna a tramandare la sua sciagura ad altre figlie di nessuno?

Questi ragionamenti sanno disgustosamente di retorica. Ma non si può ignorare il fatto che la società non è perfetta, anzi, e scarica le sue ingiustizie su chi invece maggiormente dovrebbe essere protetto: poveri ed emarginati. E se da quelle ingiustizie nascono dei mostri, invocare la forca non serve a sterilizzarne la madre. Solo a lavare le coscienze di chi se n’è fregato.

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