Belfagor
10 Aprile Apr 2013 0936 10 aprile 2013

Linguaggi a confronto

Smacchiare il giaguaro

Non siamo qui a pettinar bambole

Ti conosco mascherina

Gotor, che in un certo modo considera dunque la corresponsabilità sul Quirinale condizione utile a far partire un governo della non sfiducia, fa un passo ulteriore e ci offre, pur senza fare nomi, il profilo che dovrebbe avere il successore di Napolitano. “Penso che l’Italia abbia bisogno di un presidente con una sensibilità istituzionale e costituzionale marcata, con un profilo internazionale riconosciuto, con la necessaria capacità negoziale ed esperienza politica per garantire il buon funzionamento e i rapporti tra il governo e la Convenzione per le riforme. Un presidente direttore d’orchestra da individuare nel modo più possibile corale”.

Qui la differenza tra i focus group di Philip Gould, il ricercatore sociale di Blair, e i brainstorming che il Fabrizio Barca aspirante dirigente di un partito attualmente ostile al governo Monti mutua dal ministro Barca orgoglioso esponente di quel medesimo governo. La preoccupazione comune ai due sembra il ruolo dello stato, più che la sua dimensione. Il peso politico di singole persone, più che quello della partitocrazia nella sua polimorfa materializzazione. La destinazione della sua Terza via quindi non è meno politica nell’economia ma meno discrezionalità, meno velleitarismo; più costituency, ma meno lobbisticamente pesanti, per liberarsi dall’ormai conservativa ai limiti del masochismo sociale pressione dell’azionista di maggioranza: il sindacato, cioè i pensionati organizzati e i lavoratori in via di estinzione.

“Il golpe è iniziato da anni. Un golpe alla luce del sole per delegittimare e svuotare il Parlamento” è il parere dell’ex comico, che ha ribadito la richiesta di far partire immediatamente le Commissioni permanenti. Con accuse dirette: “L’Italia non è più una repubblica parlamentare, come previsto dalla Costituzione, ma una repubblica partitica. I partiti hanno sostituito la democrazia. La volontà popolare è diventata una barzelletta”. I motivi della sua presa di posizione, Grillo li ha spiegati in maniera chiara. Per il leader del M5s “la delegittimazione del Parlamento è avvenuta in due mosse”. La prima: “Il Governo, che dovrebbe governare, ha di fatto sostituito l’attività parlamentare e legifera attraverso i decreti legge, provvedimenti provvisori avente forza di legge, che dovrebbero essere adottati solo in casi straordinari di necessità e urgenza dal Governo, ai sensi dell’art. 77 della Costituzione”. La seconda mossa, invece, è stata “la nomina diretta dei parlamentari da parte dei segretari di partito grazie al Porcellum. I partiti hanno occupato il Parlamento con delle sagome di cartone e spossessato della sua funzione legislativa”.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook