Roberto Zichittella
Va’ pensiero
11 Aprile Apr 2013 1358 11 aprile 2013

La guerra, via Twitter, di Pierre Bergé contro Le Monde

A 82 anni suonati Pierre Bergé mantiene uno spirito polemico per nulla addolcito dall'età. Il confondatore della casa di moda Yves Saint Laurent (del quale fu compagno di vita fin dal 1958), ricchissimo uomo d'affari, mecenate e collezionista d'arte, fa un largo uso di Twitter, dove spesso i suoi cinguettii hanno il suono di gridi d'aquila.

Grande sostenitore del progetto di legge sui matrimoni e le azioni per gli omosessuali, Bergé vede come fumo negli occhi Manif pour tous, il vasto movimento di opinione che si oppone al progetto voluto da Hollande. Il 24 marzo, quando il movimento ha organizzato una manifestazione a Parigi, Bergé ha scritto su Twitter una frase shock: "Se esplode una bomba sugli Champs non mi metterò a piangere".

Ieri Bergé è tornato alla carica con altri tweet infuocati, questa volta contro il quotidiano Le Monde, . di cui Bergé è uno dei tre azionisti principali. Che cosa è successo? Sul numero di Le Monde uscito nella tarda mattinata del 10 aprile, con data 11 aprile, compare nelle pagine interne, fra le sezioni "società" e "politica" una pubblicità a tutta pagina del movimento Manif pour tous. Il testo è un appello ai senatori che in questi giorni stanno discutendo a Palais Luxembourg il testo di legge che introduce i matrimoni fra persone dello stesso sesso e la possibilità di adozione per le coppie omosessuali.

"Mesdames, Messieurs les Sénateurs", recita fra l'altro il testo, "la legge sul matrimonio per tutti e l'uscita dalla crisi morale e politica sono nelle vostre mani. Noi contiamo sulla vostra saggezza democratica e nel rigetto del testo di legge, per aiutare il presidente della Repubblica a ritirare il progetto di legge Toubira".

Quando vede il giornale, Pierre Bergé strilla la sua rabbia su Twitter: "Profondamente scandalizzato che Le Monde abbia pubblicato una pubblicità di #manifpourtous contraria ai valori di questo giornale". Poichè i 140 caratteri non gli bastano, ecco un secondo tweet: "Ho chiesto spiegazione a Louis Dreyfus". Dreyfus è il direttore editoriale del quotidiano. Non placato, un'ora dopo Bergé torna a cinguettare furibondo: "Questa pubblcità su Le Monde è semplicemente una vergogna e quelli che l'hanno accettata non sono degni di lavorare in questo giornale. Continua".

Intanto il primo tweet di Bergé viene ritwittato da Valerie Trierweiler, la compagna del presidente della Repubblica François Hollande, da sempre sostenitrice del "mariage pour tous" e grande amica di Bergé. Insomma, scoppia un bel casino. Di fronte alle prime reazioni, che invocano la libertà di stampa, Bergé risponde piccato con un altro tweet: "Non immaginavo che ci fossero tanti idioti che confondono la pubblicità e i redazionali e parlano di libertà di stampa".

Non si sa se Bergé prenderà ulteriori iniziative. Non nè la prima volta che egli se la prende pubblicamente con il giornale di cui è azionista. Nel maggio 2011 Bergé non aveva gradito un articolo dedicato a François Mitterrand e mandò all'alllora direttore Erik Izraelewicz una mail al vetriolo in cui manifestava il suo "profondo disaccordo" per un "articolo immondo".

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