I tuoi figli ritorneranno entro i loro confini (Geremia, 31: 17)
14 Aprile Apr 2013 1148 14 aprile 2013

Yom Hazikaron: Israele ricorda i suoi caduti

La ricorrenza dello Yom Hazikaron (Giorno del ricordo) è la giornata più importante di lutto per gli israeliani. Si celebra ogni anno ed è dedicata a tutte quelle persone che sono cadute in guerra, ai soldati, alle vittime del terrorismo, e tutte le persone che fanno parte delle forze di sicurezza. Inizierà questa sera alle ore 20.00 (ora israeliana), quando una sirena suonerà in tutto il paese per un minuto. Anche domani mattina la sirena si ripeterà nuovamente al mattino. Oggi, dopo 65 anni dalla fondazione dello Stato di Israele contiamo 23.085 soldati caduti.

Quando questa sera suonerà la sirena, diventeremo tutti una sola famiglia. I cittadini di Israele saranno afflitti e ci uniremo nella memoria dei caduti, inchinandoci a coloro che hanno sacrificato la propria vita per difendere la nostra gente. Siamo in debito con loro, perché ci hanno dato l’Indipendenza e il privilegio di vivere in piena sicurezza nel nostro Paese. Tutti gli israeliani durante questo giorno provano ciò che molte famiglie sfortunate sentono tutto l’anno: il dolore, la tristezza, l’orgoglio e un miscuglio di sentimenti verso i loro cari caduti in battaglia. Questo vulcano di sentimenti per la tristezza di una perdita e la felicità dell’esistenza dello Stato è unico in Israele. Noi israeliani siamo i migliori ad argomentare e a discutere; su ogni argomento e in ogni situazione, due israeliani riescono ad avere tre diversi pareri, ma in questo giorno siamo tutti riuniti. Religiosi, laici, sinistra, destra, tutti ci uniamo per un giorno sotto una bandiera di lutto.


Ogni anno, durante questo giorno, camminiamo lungo infinite file di tombe, sotto le quali si trovano i sogni di tante persone che purtroppo non si avvereranno mai e che non vedranno mai la luce del sole. Fiori, pietre e le lacrime di genitori, figli, fratelli e amici ricoprono le tombe dei nostri cimiteri. Il paese oggi è a lutto, coperto da un’aria triste, sguardi bassi, finti sorrisi, persino la radio ci trasmette canzoni malinconiche. Nei cimiteri, tutti sono sepolti fianco a fianco: uomini e donne, nuovi immigrati e cittadini veterani, giovani e meno giovani, religiosi e laici, ebrei e non ebrei. Hanno sacrificato la propria vita per il diritto di farci vivere nella nostra patria; questo diritto esiste a causa del nostro destino e missione comune: questo destino lo viviamo ogni anno durante la Pasqua ebraica, celebrando e ricordando la nostra liberazione e fuga dalla terra d’Egitto dove eravamo schiavi. Ancora oggi siamo in cammino e cerchiamo di raggiungere quella libertà e quel diritto di vivere liberi a casa nostra. La pace sembra lontana ma la nostra volontà di poter trovare quel sentimento di normalità è tangibile quotidianamente.

Dal giorno in cui questo Stato è stato fondato, e ancora oggi purtroppo, la terra di Israele non ha mai smesso di perdere migliaia di vite. Militari da combattimento e civili innocenti che si sono sacrificati sull’altare per il popolo e per il loro Paese. Il gran numero di tombe può essere ingannevole ma ogni soldato e cittadino che abbiamo perso aveva un suo mondo e una propria vita. Molti genitori di questi soldati caduti a loro modo hanno perso la propria vita; la loro voglia di vivere si è spenta dal dolore incessante, le tombe dei loro figli hanno spezzato per sempre il loro sorriso. Tuttavia, solo coloro che sono rimasti vivi portano il ricordo del terribile prezzo della libertà. Figli, fratelli, cugini e nipoti che sono attualmente in servizio nelle Forze di difesa israeliane stanno intorno alle tombe, ascoltando le storie dei loro familiari che sono stati uccisi. Le vittime delle innumerevoli guerre israeliane sono morti per poter continuare a darci un nostro Stato, una visione di speranza per le future generazioni, in modo tale da realizzare le nostre antiche profezie di popolo libero sulla nostra terra, la Terra Promessa.

Nonostante il nostro atroce dolore strazi le nostre anime durante questo tristissimo giorno, la nazione di Israele è forte e non deve temere niente e nessuno durante il suo percorso. Se dovremo combattere per il nostro diritto di vivere liberamente in casa nostra, ci batteremo senza problemi. Se avremo bisogno di sacrificio, ci sarà come un muro di ferro e una colonna di fuoco. Se dovremo continuare a scavare le nostre trincee, le scaveremo, e non ci tireremo mai indietro fino a quando non otterremo la pace.
I nostri nemici vicini e lontani sanno che una torcia per coloro che sono caduti continua ad ardere nei nostri cuori; quelle tombe simbolo del nostro lutto, saranno una luce costante nel nostro cuore. Le anime dei molti che sono caduti rimarranno per sempre indissolubilmente legati alla nostra vita.

Ognuno di loro aveva una propria vita ed identità, e molti di noi si portano dietro la memoria di decine di amici che hanno servito con amore il proprio paese. Stiamo affrontando un anno molto importante. E' nostra responsabilità fare tutto il possibile per assicurarci che sia un anno di pace ma dobbiamo anche essere pronti a rispondere a chi non la vuole. Contiamo su di voi cari soldati. Lo Stato di Israele è forte grazie al suo esercito e alle gesta dei suoi eroi. Finite queste 24 ore di lutto, il Paese si trasformerà completamente e sarà pronto a celebrare il suo giorno dell’Indipendenza, Yom haAtzmaut. Queste due ricorrenze, così diverse tra loro, mostrano la nostra vera identità; quella di un popolo capace di risollevarsi in ogni situazione di estrema difficoltà.

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