Massimo Famularo
Apologia di Socrate
15 Aprile Apr 2013 1426 15 aprile 2013

Democrazia liquida: se non diventa religione, va bene

Il movimento cinque stelle è spesso oggetto di irrisione per la fiducia cieca e quasi taumaturgica nella democrazia e per la convinzione che l'interazione via web possa sostituire le istituzioni umane che consentono alla società di funzionare.
Io ho espresso le mie perplessità sul culto della volontà popolare in questo post, ma vorrei dissociarmi dal luddismo con il quale molti commentatori si pongono di fronte agli strumenti tecnologici che possono ampliare la partecipazione del dibattito all'interno di una organizzazione (sia politica che di altro genere). Questo tipo di strumenti, possono essere assimilati a un bisturi, strumento che può essere utilizzato per il bene da un chirurgo o per il male da un serial killer. Chi se la prende con il bisturi o è prevenuto o non ha capito di cosa parla.

Mettiamo la giù semplice e proviamo a considerare le piattaforme di democrazia liquida come dei sondaggi in tempo reale a costo quasi zero.


Qualcuno pensa che i sondaggi siano inutili?
Oppure crede che le istituzioni democratiche possano essere sostituite dai sondaggi?
Io trovo che i sondaggi siano utili e avere la possibilità di farne in modo gratuito e in tempo reale costituisca uno strumento formidabile per consentire a chi non ha grandi apparati di partito o ingenti risorse di fare politica in modo informato rispetto agli orientamenti della propria base.
Se è impensabile delegare a un sondaggio le scelte di governo, va anche considerato che non piccola parte del successo ottenuto dal signore con la B che aveva tanti soldi per pagarsi i sondaggi è stato determinato dalla possibilità di adeguare la propria comunicazione politica (gioco perlatto facile per chi non ha contenuti) agli umori del momento.
In un mondo senza social network è praticamente impossibile per un singolo individuo privo di ingenti risorse promuovere autonomamente una legge di iniziativa popolare o un referendum, o in ogni caso di sottoporre all'attenzione generale un'idea o una proposta meritevoli. Oggi un post Facebook o una petizione on line può rapidamente "reclutare" milioni di "aderenti alla causa", diventare visibile ed esercitare pressione su governanti e legislatori. E' abbastanza evidente che neanche un miliardo di adesioni possono bonificare un'idea stupida e che il populismo becero fa più proseliti dell'onestà intellettuale, tuttavia occorre prendere atto di come la velocità di comunicazione e la facilità di condivisione abbiano drammaticamente modificato il mondo in cui viviamo, il modo in cui ci informiamo e formiamo le nostre opinioni.

La democrazia liquida non è una panacea che sostituirà le pur imperfette istituzioni esistenti, ma un fenomeno da non sottovalutare perchè rende molto più facile smascherare le mistificazioni, più difficile affossare le proposte valide e soprattutto quasi impossibile per gli organi legisltativi e di governo ignorare le istanze delle proprie costituency.

@massimofamularo

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*giovanissimi fanatici che passano il tempo su tweeter per mantenere al top gli hashtag dei loro idoli che venerano in maniera acritica

** il paragone con i sondaggi di opinione è desunto dall'intervento di Michele Boldrin alla presentazione di Manifesto per Fare del 13 aprile 2013.

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