L’insostenibile pesantezza dell’essere italiano
16 Aprile Apr 2013 1650 16 aprile 2013

European History X

Dimentichiamoci spread, bot e agenzie di rating e diamo uno sguardo alle vere vittime della crisi economico finanziaria persistente ormai dal 2008: i cittadini. Il malcontento e la voglia di una resurrezione portano inevitabilmente alla riscoperta di ideali anacronistici, spesso fraintesi.

L'affermazione dei partiti che parlano "alla pancia" degli elettori è ormai un fenomeno diffuso in Europa, come si può notare dagli ultimi esiti elettorali soprattutto nei paesi maggiormente colpiti dall'imprevedibilità dei mercati. Basta dare uno sguardo alla Grecia, all'Olanda e alla Francia e magari attendere cosa succederà a Cipro. La scomoda similitudine del 1929 è quindi più che mai attuale: alla popolazione non importa se l'Euro scende o cresce nei confronti del dollaro o se sono più sicuri i titoli tedeschi o italiani, ma importa a quale giorno del mese possono arrivare con lo stipendio decimato dalle tasse.

Ecco che quindi serve qualcuno da incolpare, che sia il politico di professione o l'immigrato tunisino non importa. I sentimenti violenti e spesso xenofobi sono il punto cardine della diffusione di una nuova ondata di estremismo europeo, che nei periodi di grande crisi preferisce virare verso l'estrema destra per una presunta sicurezza e stabilità. Senza richiamare scomodi personaggi del passato (purtroppo non remoto) è comunque bene far notare come siano legalmente saliti al potere, con il consenso di un popolo arrabbiato e martellato dall'inflazione. L'individuare le cause del proprio male al di fuori della propria nazione o gruppo etnico è dunque una cosa già vista all'inizio dello scorso secolo ma che, proprio quando sembrava cancellata dalle memorie nazionali, torna a ripresentarsi.

La nuova ventata estremista non può essere sottovalutata, soprattutto se si prendono in esame i risultati elettorali: il Fronte Nazionale di Jean-Marie Le Pen in Francia si assesta ora attorno al 20% dei consensi, affermandosi come terzo partito. Il Partito della LIbertà Olandese (anch'esso terzo partito nazionale) sull'onda della crisi ha raggiunto il 16%, mentre in Finlandia circa il 20% della popolazione ha votato "Veri Finlandesi" che, come si può capire, ha una matrice ultranazionaista. Il carattere comune è quindi un marcato euroscetticismo e la volontà di riprendere la sovranità tolta dall'UE, bollata come il cancro dell'Europa moderna.

Un particolare accenno va fatto però alla situazione greca. Il movimento Alba Dorata, di chiara matrice filo nazista, è in continua crescita anche a causa delle difficoltà politico-economiche che attanagliano la penisola ellenica. Sfruttare la delusione dell'approccio europeista è la loro arma preferita, insieme alla divulgazione di improponibili teorie complottiste e antisioniste. Il risultato elettorale, intorno al 22%, è come benzina sul fuoco ardente dell'instabilità greca.

Il riacutizzarsi del conservatorismo, populismo e nazionalismo è inoltre individuabile anche nei fatti di cronaca o nelle tendenze giovanili. La "guerra santa" di Anders Breivik contro la globalizzazione è un esempio del conivolgimento che l'estremismo ha sui giovani o sulle persone più influenzabili. Breivik, il fanatico che uccise in un solo giorno 77 persone perchè non di pura razza norvegese, potrebbe essere incluso in una generazione di nuovi estremisti a cui fanno parte anche migliaia di giovani russi, nazione in cui il neonazismo è diffuso in maniera sconcertante.

Quello che potrebbe derivare da una nuova vittoria dell'estremismo contemporaneo non è comunque solo una vittoria dell'intolleranza, ma si può ben presto trasformare nella definitiva barriera all'integrazione europea. La ricerca di vecchi ideali per la risoluzione di nuovi e ben più complessi problemi può solo portare allo sgretolamento di quando costruito da sapienti statisti negli ultimi sessant'anni. L'Europa dei popoli potrebbe quindi restare solo un sogno.

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