L’accattone
19 Aprile Apr 2013 0905 19 aprile 2013

Il mistero delle mostre che non vanno oltre il titolo

La domenica alla Cité della Musique si scopre che tutti hanno avuto la stessa idea. I parigini nei giorni festivi vanno al parco delle Buttes Chaumont e poi a una mostra (tutti, senza distinzione). Ci si ritrova dunque a brontolare diligentemente in coda. La Cité de la Musique è uno splendido edificio dedicato alla musica nel Parc de la Villette. L’exhibition intitolata “Musique et cinéma” non può non attirare melomani e cinefili, senza, a mio avviso accontentare né gli uni né gli altri. Ecco allora quel tipico esempio di mostra che non va oltre il titolo. Perché un conto è esibire dei quadri di Caravaggio, che parlano da soli, un altro è selezionare delle clip di film e dei documenti d’archivio, dove a dare un senso al tutto è l’esibizione stessa.

Dunque, di fronte all’inutilità degli estratti filmici malamente proiettati sui muri come fossero quadri, alla cité hanno ben pensato di preparare molte postazioni individuali, con cuffie e piccoli schermi. Peccato che non si veda né si senta niente, perché tutte occupate. D’altra parte, eravamo entrati con un’intenzione in particolare, quella di riuscire a rispondere alla domanda sull’origine dello scimmione direttore d’orchestra del poster (o meglio il direttore d’orchestra con la maschera da scimpanzé), ma naturalmente la risposta era ben nascosta nella folla.

Ripensando al percorso ci si rende conto che, in effetti, c’era ben poco da capire. Alla Cité della Musique non hanno riflettuto sulla musica e il cinema nelle loro relazioni reciproche: il cinema come musica per esempio, nel ritmo, nel montaggio, nella creazione di attese e sorprese che danno emozione. Il cinema come sinfonia e quei film che possono essere più facilmente accostati a un’opera musicale (più musicale che teatrale per esempio). No, la mostra si limita ad accostare i due termini: parlando di John Williams e Steven Spielberg, Nino Rota e Fellini, Morricone e Leone… E poi, certo, i musical (come non parlare dei musical), le canzoni da film e le canzoni nei film ecc. Più che una mostra un compitino scolastico in cui ci si limita a elencare quello che già si sa sul tema. Niente di nuovo, nessuna scoperta, ci aspettavamo di vedere l’attacco degli elicotteri in Apocalypse Now con la cavalcata delle Valchirie e, puntualmente, la Cité ce lo propone. Niente che vada oltre l’accostamento dei due termini, insomma.

Splendide sequenze e magnifiche musiche, certo, e se ne esce con una lista di classici da vedere, rinvigoriti dal fatto che la musica nel cinema è importante, che discorsi. Ma non quanto le immagini, si direbbe, visto che sempre di accostamento si tratta: il cinema da una parte, la musica dall’altra.

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