Il maleficio del dubbio
21 Aprile Apr 2013 1101 21 aprile 2013

Caso Scazzi, condannate Sabrina e la madre. E lo zio?

Dopo più di due anni dalla morte di Sarah Scazzi è arrivata la sentenza di primo grado: ergastolo per Sabrina Misseri e Cosima Serrano, rispettivamente cugina e zia della vittima, per aver commesso l’omicidio e otto anni di reclusione per Michele Misseri, per concorso nella soppressione del cadavere.

Mancano ancora due gradi di giudizio perché si possano considerare definitivamente colpevoli dell’omicidio le due donne (e, in particolare, non Michele Misseri). Ma guardando alle pagine dei giornali dell’8 ottobre 2010 si può già emettere una sentenza di condanna nei confronti del sistema dell’informazione e, in generale, di tutti noi.

Repubblica: Sarah uccisa, poi violentata
Corriere: Quel giardiniere che celava un orco
Libero: Lo zio orco che ha voluto farsi prendere. “Infine il colpevole ha confessato…”
Il Messaggero: (editoriale) La banalità dell’orco e il martirio di Sarah
La Stampa: Sarah, l’Italia sotto choc – Il corpo in una cisterna, per giorno lo zio-assassino ha mentito e pianto in diretta tv
Il Mattino: Lo zio orco “Sarah non ha sofferto”

Michele Misseri era il colpevole, l’assassino, l’orco. Colui che aveva ucciso Sarah e aveva abusato del cadavere. Nessuno – o molto pochi - in quel momento si è sforzato di mantenere la calma e si è ricordato che, anche l’uomo che confessa con le mani sporche di sangue, può non essere il colpevole. Può essere un folle, un innocente che si incolpa per non aver salvato la vittima, un co-responsabile dell’omicidio che vuole coprire i complici e così via.

I giornali, e in fondo quasi tutti noi, avevamo invece già deciso che quella confessione era vera, che lo “zio Michele” era un “orco”, e che (proposta della Lega Nord) come minimo si meritava il 41bis (il carcere duro). Dopo gli sviluppi della vicenda, dopo aver scoperto il dubbio prima e (sarebbe da augurarsi) la vergogna poi, dobbiamo dire “mai più” a condanne sommarie sbattute in prima pagina prima ancora di qualsiasi verifica. Così si finiva per bruciare le streghe ieri, i campi rom oggi.

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