Un giovane pensante
24 Aprile Apr 2013 0954 24 aprile 2013

Il web è democratico ma non crea la democrazia

La democrazia è per definizione il governo del popolo. Per motivi di efficienza si fa in modo che attraverso lo strumento delle elezioni gli elettori possano eleggere i propri rappresentanti. Quindi sono i voti che contano, perchè se non ne hai abbastanza non vieni eletto e se non vieni eletto non partecipi alle decisioni.

Personalmente credo che il web sia l'invenzione che riesce ad incarnare nel miglior modo la democrazia. Gratuito ed accessibile quasi a tutti, ultimamente lo porti anche sempre con te, è uno strumento democratico e meritocratico. Ad esempio i video che ottengono molte visualizzazioni su youtube fanno strada oppure i "tweet" che fanno sorridere o dicono la verità sono retwittati. Puoi diventare famoso, farti conoscere per la tua attività e farlo diventare un lavoro in maniera gratuita ma soprattutto senza che ci siano filtri fra la domanda e l'offerta. Completa autonomia, completo mercato libero.

Tutto questo è vero e condivisibile soprattutto dai più giovani che passano molte ore su internet ma certo non condivido l'idea di chi pensa che ad oggi con il web si possa creare una vera e propria democrazia diretta e in un certo verso riuscire a governare. Non credo che il nostro paese sia già pronto ad una rivoluzione del genere e inoltre nutro qualche dubbio sulla democrazia diretta attraverso il web. Non si può decidere quali fondi tagliare secondo i "mi piace" che sono messi su Facebook. Il governo è una cosa seria.

Il problema principale, secondo me, è la presenza dei cittadini sul web. Nonostante sia affollato e le connessioni siano molteplici ancora non è giornalmente visitato da tutti e inoltre non sono ancora presenti delle piattaforme istituzionali dove ogni cittadino possa riuscire a comunicare le proprie idee. Poi perchè dovrebbe farlo? Non ha eletto dei rappresentanti appositamente delegati a sostenere determinate idee e azioni di governo?

Abbiamo visto nelle ultime settimane come un ristretto numero di cittadini è riuscito a imporre la linea a nome di molti altri. Pensiamo alle Quirinarie dove neanche 50.000 persone hanno votato e poco più di 4.500 hanno scelto Stefano Rodotà facendo in modo che i parlamentari del Movimento 5 Stelle lo sponsorizzassero come il candidato del popolo. Si parla di 4.500 persone che sono riusciti a condizionare la politica italiana per una settimana.

Questo potrebbe essere un primo problema. Mentre c'è chi non può stare davanti al computer c'è chi decide anche per te. Ma se allora c'è chi decide anche per me tanto vale che si rimanga alla democrazia rappresentativa, almeno lo scelgo io chi decide per me. Inoltre non va sottovalutato che alcuni parlamentari possano farsi condizionare dal web pensando che, ancora una volta, il pensiero di pochi sia quello di tutti.

Credo che ancora non siamo pronti per passare da una democrazia rappresentativa ad una democrazia diretta. Sottolineando il fatto che per me è inefficiente la democrazia diretta e credo nella rappresentanza.

Il web può essere utilizzato benissimo per la condivisione attraverso tutti i canali che offre ma pensare che possa sostituirsi agli organi decisionali è ancora presto. Certamente è necessario fare dei passi avanti e istituzionalizzare alcune pratiche. Per aggregare opinioni riguardo a svariati temi potrebbe essere giusto ma occorrono delle regole e dei controlli ben precisi.

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