La Grande Mela Gialla
25 Aprile Apr 2013 0450 25 aprile 2013

Cina vs Europa: chi ha copiato per primo?

Ho sempre pensato che a copiare per primi – se di primato dobbiamo discutere – siano stati i cinesi….anche se qualcuno ogni tanto mi aveva scanzonato sulla questione degli spaghetti, nati qui in Oriente e non sulle tavole meridionali del nostro Bel Paese.

Tuttavia, su questo dibattito – alquanto lezioso se volete – qualche giorno fa mi sono ritrovata a ragionare alla fine di una interessante conferenza cui ho preso parte alla Scuola di Design della PolyU una delle piu’ vibranti realta’ universitarie locali.

A parlare di porcellana e ceramica c’erano Jessie e Julie, coppia nella vita privata e nel lavoro, newyorkesi trapiantati nel Sol Levante da alcuni anni alla ricerca delle vere radici della materia che ogni giorno cercano di plasmare dando vita alle originali collezioni della loro azienda Latitude 22N.

Nella loro ‘lezione’ ho scoperto che la porcellana nasce nel sud della Cina nel V secolo dopo Cristo, nella zona di Guilin e nello specifico a Jingdezhen. Oggi questo luogo e’ praticamente la patria della porcellana con tanto di pali dei semafori decorati con il tradizionale design bianco e blu che contraddistingue gli artefatti cinesi tradizionali.

Jessie e Julie si sono trasferiti a Hong Kong e viaggiano tra qui e Jingdezhen molto spesso perche’ la’ hanno i loro artigiani di riferimento; quelli che gli hanno insegnato i trucchi del mestiere, quelli che mantengono alta la tradizione e che con estrema cura e maestria donano a ogni pezzo bellezza e originalita’. Loro ovviamente ci mettono il concept ma e’ grazie alla manualita’ di questi depositari della tradizione che le forme dei loro piatti, tazze, vasi, prendono vita in un costante dialogo tra storia e innovazione.

E’ grazie a loro, quindi, che scopro che dopo la morte di un famoso imperatore cinese – mecenate dell’arte della porcellana e sostenitore di grandi spedizioni via oceano verso l’Europa dei prodotto cinesi – il commercio si ferma e gli europei, soprattutto inglesi e portoghesi, privati delle meraviglie cinesi decisero di mettersi in viaggio per venire in Oriente a carpire i segreti di produzione.

Ecco quindi i primi casi – documentati anche da ricerche storiche doviziose di particolari succulenti – di spionaggio industriale. Ed ecco anche apparire magicamente il nome di Charles Darwin – si si proprio quello della selezione della specie – le cui ricerche furono sponsorizzate nel XIX secolo dalla Wedgwood nota azienda di produttori di porcellane inglesi.

A parte tutti questi futili – ma curiosi – dettagli cio’ che mi interessa dire e’ che grazie alla storia di Julie e Jessie comprendo come sia possibile oggi, e soprattutto in un immediato futuro, convergere su economie e creativita’ sinergiche dove Oriente e Occidente dialogano all’unisono.

Molte suggestioni, oltre che i tecnicismi produttivi, orientali si riscontrano nelle collezioni di questi due americani che grazie all’incontro con la citta’ della porcellana oggi riescono a plasmare oltre il limite dato dal materiale stesso, forme incredibilmente flessibili.

La porcellana non e’ piu’ un materiale ma un concetto” dicono entrambe in conclusione della loro intensa presentazione…

E me ne ritorno verso casa e sorrido imbattendomi in negozi pieni zeppi di copie - quasi perfette - di accessori di moda famosi…evidentemente quella spinta iniziale che questa parte del mondo aveva avuto a governare i processi di creazione e innovazione e’ stentata a fiorire, nel tempo, ma non escludo che a breve possano esserci dei ‘rigurgiti’.

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