Ginevra Visconti
Argentina agrodolce
26 Aprile Apr 2013 1841 26 aprile 2013

Con Maxima, il Papa e Messi l’Argentina è più vicina.

Si è definito lui stesso, Papa Francesco, il Papa della fine del mondo, e con questo ha fatto esultare i cuori dei suoi compatrioti, che da sempre soffrono, come un complesso, la condizione di sentirsi relegati in un paese geograficamente e politicamente lontano dal “mondo”, che poi così lontano non è.

Tra orgoglio, devozione ed emozione, sentimenti che hanno dominato le settimane dopo la nomina di Papa Bergoglio, gli argentini si sentono finalmente degnamente rappresentati nel mondo, di cui sono convinti averne conquistato se non una parte, per lo meno tre regni.

A pochi giorni dall’incoronazione della principessa Maxima al trono d’Olanda, la frase che fa sobbalzare fierezza e autostima in ogni argentino ha ricominciato a circolare ovunque: “Maxima regina d’Olanda, Messi re del calcio, e il Papa re della Chiesa”.

Il sorriso contagioso, lo spirito generoso e la simpatia conquistatrice di Maxima Zorreguieta, che tra meno di due giorni diventerà la regina d’Olanda, i goal infallibili del rosarino Lionel Messi, che lo innalzano a indiscusso re del calcio, e il trono pontificio a cui da più di un mese siede, già amatissimo dal mondo intero, Jorge Bergoglio, hanno scatenato un’atmosfera di grande euforia.

“Almeno all’estero, siamo ben rappresentati”, sostengono in molti, riferendosi al difficile momento politico che l’Argentina sta affrontando.
Nel calcio certamente non è la prima volta cheil paese viene incoronato, ma senza dubbio è la prima volta nella storia che viene eletto un papa argentino e che una argentina diventa regina di un paese europeo, oltretutto nello stesso momento storico.

Le distanze si accorciano e l’orgoglio argentino cresce, speriamo non la superbia, che invece in patria fa gravi danni.


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