Emanuele Rigitano
Ego politico
26 Aprile Apr 2013 0841 26 aprile 2013

La legge elettorale è (quasi) la prima riforma da fare

Il Pd ha fallito miseramente. Dovevano smacchiare il giaguaro e ora sono costretti a contrattare con lui per fare un governo, altrimenti arriva l'oblio di nuove elezioni, successive alle prime dimissioni dopo poche settimane di un presidente della Repubblica rieletto per la prima volta.

Il problema è che Bersani e il Pd non hanno voluto prendere atto che c'erano solo due opzioni: governo con sostegno del Movimento 5 Stelle oppure governo con il Pdl. Dovevano quindi essere pronti a una eventuale maggioranza bipartisan, cercando di spiegare in queste settimane ai circoli, attivisti e elettori questa possibilità non certo preferita.

Invece si è detto "mai con Berlusconi", "posso andare con Brunetta e Gasparri" e menate simili. Salvo poi puntare per un presidente della Repubblica condiviso nel nome di Franco Marini. Scelta che indicava più un tentativo di collaborazione che non la mera volontà di rispettare il dettato costituzionale (con l'elezione di Napolitano nel 2006 il problema non se lo posero).

Ora la frittata è fatta ma potrebbe anche essere di pessimo gusto. Il governo Letta se parte non sarà probabilmente un governo di pochi mesi. Si sta parlando di fare le riforme costituzionali, cosa che potrebbe portare la legislatura anche più di due anni. Oltre a urgenti provvedimenti nel campo del lavoro e dell'economia qui serve urgentemente fare una legge elettorale che non faciliti il blocco del parlamento come ora accade il governo. Queste cose dovevano essere fatte con il governo Monti, che invece di pochi mesi durò un anno e mezzo non influendo su queste politiche. Ora siamo al punto daccapo, come nel gioco dell'Oca.

il 71% degli italiani (fonte Swg) dichiarerebbe che sarebbe opportuno cambiare il sistema elettorale e poi tornare al voto per vedere chi può governare tra due coalizioni al momento inconciliabili.

Berlusconi non ha voluto il sistema a doppio turno di collegio perché voleva in cambio il presidenzialismo. Ora gioca a fare lo statista ma l'irresponsabile è stato lui. Il Pd, d'altro canto, certo della sua vittoria, non era affatto stimolato a convincere la controparte alla modifica elettorale. Ora con quali premesse farebbero una seria e democratica riforma elettorale?

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