Alessandro Da Rold
Portineria Milano
30 Aprile Apr 2013 1812 30 aprile 2013

Per Bossi è una «bufala», ma i pm sequestrano lo yacht

«Una bufala». Sarebbe stato questo il commento che Umberto Bossi, l'ex leader della Lega Nord, avrebbe fatto dopo aver letto sul Corriere della Sera dello Yacht da 2,5 milioni di euro intestato al figlio Riccardo e parcheggiato in Tunisia, vicino ad Hammamet. Eppure, quel bolide ormeggiato che sarebbe di proprietà proprio di Ricky - indagato insieme con il padre per truffa ai danni dello stato per l'uso dei rimborsi elettorali della Lega -  anche se intestato al prestanome Stefano Alessandri, non sembra lasciare molto spazio all'immaginazione: secondo i pm la barca sarebbe sua. Ma con quali soldi l'avrebbe comprata? Roberto Maroni, l'attuale segretario è categorico: «Se fosse vero che è stato comprato con i soldi della Lega, richiederemo subito il sequestro perchè sarebbero soldi della Lega e devono tornare alla Lega».

Il pm Alfredo Robledo che conduce le indagini ne ha disposto il sequestro. Ma al momento non ci sono ancora certezze sulla distrazione di fondi dalla Lega Nord. Gli inquirenti cercano pure nel mondo dei rally. Non solo. Lo stesso Riccardo avrebbe confidato ai famigliari di essere stato solo ospite sulla barca e che non sarebbe di sua proprietà. Eppure, l'amicizia con Alessandri è confermata, anche dalle foto che circolano liberamente sulla rete (vedi quella in alto ndr).

A quanto pare il pilota di drafting  avrebbe aperto nel dicembre 2007 una società con base in Gran Bretagna, la 'Stella Luxury Charter Limited', con un capitale di un milione e 172mila sterline. Società che, stando agli accertamenti degli inquirenti, sarebbe stata utilizzata nei mesi successivi per l'acquisto della yacht 'Stella', che è ormeggiato a Port El Kantaoui nella costa orientale della Tunisia. 

Gli investigatori della Guardia di Finanza in queste ore avrebbero avviato contatti con le autorità tunisine, attraverso un magistrato di collegamento nel Paese africano, in vista di una rogatoria per poter chiedere e ottenere il sequestro dello yacht. Negli interrogatori dei giorni scorsi, il tesoriere Francesco Belsito, in carcere a San Vittore, avrebbe negato ogni responsabilità sullo yacht e di non esserne a conoscenza. E allora con che soldi è stato pagato? Anche perché il primogenito di Bossi, di fatto, non lavora. 

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