Gaetano Farina
Leggere il mondo
1 Maggio Mag 2013 1004 01 maggio 2013

I segreti svelati di Grillo, Casaleggio e i 5 stelle

Fra i numerosi “libri neri” del Movimento 5 Stelle usciti apposta per sfruttare l’exploit di questa nuova forza politica, segnaliamo “Il lato oscuro delle stelle. La dittatura digitale di Grillo e Casaleggio”. Testimonianze, documenti e retroscena inediti raccolti da Federico Mello, già invitato a snocciolarli in una puntata di Piazza Pulita proprio a ridosso delle ultime elezioni politiche.
L’abbiamo scelto per vari motivi. Innanzitutto, perché, appunto, è uscito abbastanza prima del successo elettorale di Grillo e compagni. Perché l’editore, Imprimatur (www.alibertieditore.it), cioè Francesco Aliberti è anche azionista del Fatto Quotidiano - l’unico quotidiano che ha preso sul serio il Movimento sin dall’inizio - e, quindi, non ci dovrebbe essere ragione di supporre pregiudiziali ideologiche nei confronti di Grillo e Casaleggio e di ciò che hanno messo assieme (non a caso, Aliberti, nel 2012, ha pubblicato il libro del sindaco di Parma Federico Pizzarotti). Lo stesso autore del saggio non sembra nutrire antipatia “congenita” specialmente nei confronti della figura di Beppe Grillo che, anzi, ammette apertamente di ammirare per molti aspetti. Ma, soprattutto, l’autore dimostra di aver studiato da vicino, anche per frequentazione, il Movimento, dalla base al vertice.

“Il Lato Oscuro delle Stelle” partecipa al dibattito sulle ambiguità e i sospetti che si sono addensati sulla figura di Beppe Grillo in questi anni (per la sua altra “metà”, Gianroberto Casaleggio, rimandiamo direttamente alle pagine del libro, altrimenti sveleremmo troppo…).
Del resto, la prima volta che è stata resa pubblica la dichiarazione dei redditi dell’ex comico genovese (di quasi 8 miliardi delle vecchie lire), un gran numero di sostenitori e fan gli si sono rivoltati contro. Erano trascorsi solo pochi giorni dal trionfale V-Day torinese dell’ 8 settembre 2007 in piazza San Carlo, mai così gremita dai tempi dei proclami mussoliniani…
I più accaniti detrattori di colui che all’anagrafe è registrato come Giuseppe Piero Grillo hanno formulato (legittimamente) argomentazioni atte a smentire la genuinità della denuncia e della proposta grilliana:
- emarginato dai palcoscenici televisivi, Grillo si è “costruito” un suo pubblico e una cerchia di seguaci pescando, agilmente, nel malcontento (giovanile) e nell’anti-politica (in senso di anti-caste); lui che, d’altronde, già a inizio carriera si è cucito addosso l’etichetta di comico “impegnato” non risparmiando sonore strigliate ai precedenti governanti;
- supportati dalle nuove tecnologie comunicative, i movimenti alternativi, le lobbies ambientaliste, i sostenitori del cosiddetto “sviluppo sostenibile” e tutti gli altri gruppi ed associazioni per la difesa di diritti civili e propugnatori di cause ad elevata rilevanza mediatica (vedi “popolo NoTav”) costituiscono ormai un segmento sociale ben rappresentato ed influente di cui lui si vuole fare portavoce per sfruttarlo economicamente, a favore della propria immagine;
- lui, invece, grazie ai lauti compensi per spettacoli, partecipazioni e merchandising, vive, si dice, nell’agio e continua a girare con macchinoni, altro che auto ad energia solare…
Così si sarebbe creato un mercato dove poter far circolare e vendere spettacoli, libri, dvd, gadget con il proprio marchio. Anche se lo stesso Grillo e i suoi collaboratori ribattono che si tratta di un mercato, in realtà, scarsamente redditizio e che permette, al massimo, di sostenere le ingenti spese per i numerosi processi in cui è tuttora coinvolto l’ex comico.

Il sito-blog che ha diffuso il “verbo grillino”, su cui si è formata la comunità a 5 stelle (che ormai conta milioni di “adepti”) e chi si alimenta di pubblicità commerciale di aziende "non virtuose", è abbastanza deficitario in un elemento che dovrebbe risultare essenziale nella tanto sbandierata orizzontalità della rete: l’interazione e l’interattività. La strutturale assenza di risposte a commenti e sollecitazioni, soprattutto a critiche, infatti, lascia adito a critiche e sospetti, un punto fondamentale su cui si sofferma Mello. Il suo lavoro, infatti, si rivela, contemporaneamente, un’analisi dei (gravi) limiti (almeno attuali), delle contraddizioni, pericoli ed ambiguità dell’orizzontalità della rete e dell’obiettivo di democrazia diretta tramite il web e gli strumenti digitali-connettivi.

A prescindere dai giudizi di merito sull’avventura cinquestellata, è, comunque, fuori discussione la capacità dimostrata da Beppe Grillo nel coagulare attorno a sé un vero movimento politico giocando contemporaneamente su tre componenti che in Italia non si erano mai combinate insieme: l'utilizzo nell'arena politica di una notorietà da uomo di spettacolo, la capacità di organizzare un'efficace comunicazione sulla Rete e di usarla come base per la presenza sul territorio, la raccolta e la gestione della protesta contro i partiti e la "casta".

Se si cercano, in libreria, altre analisi equilibrate ed equidistanti sul fenomeno 5 Stelle, possiamo sicuramente suggerire il recente “Politica a 5 stelle. Idee, storia e strategie del movimento di Grillo” di Roberto Biorcio e Paolo Natale per Feltrinelli (www.feltrinelli.it). I due autori provano a rispondere con obiettività, rigore e competenza politologica ad interrogativi che sembrano aver acquisito assoluta centralità con il successo elettorale dei grillini. Innanzitutto, perché Grillo e il M5S sono diventati così forti in così poco tempo? È un bene o un male per la nostra democrazia che esista un movimento come quello promosso e guidato da Beppe Grillo? Siamo alla riedizione di un'avventura qualunquistica?
Un modo anche per ripercorrere in 155 pagine la storia dei passi falsi e delle imprese di successo del Movimento, ricostruire il profilo dei suoi attivisti, dei suoi simpatizzanti, dei suoi elettori, evidenziarne gli elementi positivi e negativi nell'impostazione politica e nell'organizzazione interna.

Uscito da poco è anche il “Il Partito di Grillo”, un analisi condotta da Piergiorgio Corbetta ed Elisabetta Gaulmini dell'Istituto Cattaneo – che, come noto, svolge attività di ricerca per la comprensione dell’Italia Contemporanea – pubblicata da Il Mulino (www.mulino). Dimostrandosi ormai un’esperta studiosa del fenomeno, la Gualmini, presidente dell’Istituto, è stata chiamata, infatti, a discutere di grillismo nelle più importanti trasmissione di approfondimento del nostro paese.

Leggermente più datato è “L' armata di Grillo. Radiografia del moVimento Cinque Stelle” (edizioni Alegre, ilmegafonoquotidiano.it/libri). Si tratta, infatti, di una delle prime analisi più affidabili ed approfondite, condotta da Matteo Pucciarelli, sugli uomini e le donne che seguono l’ex comico genovese e ne guidano la comunicazione, in primis, ovviamente, il visionario Gianroberto Casaleggio. Fino a tracciare un diagramma delle correnti interne o delle diverse aspettative delle varie "componenti".

Un po’ più di parte è forse Andrea Scanzi che, prima della chiusura del 2012, ha ripubblicato con Mondadori (www.librimondadori.it) il suo “Ve Lo Do Io Beppe Grillo”, riprendendo il titolo di alcuni famosi spettacoli dell’ex comico genovese andati in onda sulla Rai nei primi anni Ottanta. Il giornalista de Il Fatto Quotidiano, non ha mai nascosto, infatti, le sue simpatie per il Movimento, però è anche vero che è stato uno dei primi a seguirne da vicino nascita e sviluppo. Questo libro, tuttavia, uscito per la prima volta nel 2008, ripercorre minuziosamente l'intera carriera di Grillo, dagli esordi Rai agli spot pubblicitari, dagli spettacoli teatrali alla fugace carriera cinematografica, focalizzando l'attenzione sulla "scoperta" della Rete, il linguaggio del blog e il popolo dei "grillisti", fino al successo delle ultime elezioni amministrative e alla conquista di Parma.

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