Massimo Sorci
Attentialcane
4 Maggio Mag 2013 1633 04 maggio 2013

Lo vedi, ecco er pelliccia


«No Marino, no pellicce», «Mai più vivisezione, mai più Green Hill», «Marino, Marino sei tu il babbuino». Un gruppo di animalisti ha contestato piuttosto vivacemente – le mani imbrattate di vernice rossa – il candidato sindaco Pd a Roma, Ignazio Marino, colpevole di essere stato – nella sua precedente vita di scienziato – un presunto vivisettore. Al di là dell'oggetto in sé, questa attenzione dei media per minoranze chiassose che polarizzano l'agenda intorno ad issues indubbiamente accessorie andrebbe studiata meglio. Anche dal punto di vista della deontologia professionale. Perché dare a una tetta dipinta e a un flashmob lo stesso spazio che si riserva a un dibattito sulle strategie di rientro del deficit o sulla privatizzazione delle municipalizzate non mi pare una cosa democraticamente accettabile. Specialmente sotto campagna elettorale e da parte di chi non perde mai occasione per rilanciare l'autoconsolatoria e onestamente ridicola storiella del “cane da guardia” del potere. Scommettiamo che se Crozza rifà lo stornello di Nannì, quello de lo vedi ecco Marino la sagra c'è dell'uva, Paolo Mieli fa due pagine sul Corriere della sera, fisso?

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