Cosimo Pacciani
La City dei Tartari
4 Maggio Mag 2013 1157 04 maggio 2013

Post-Trauma da Rottamazione (Gli Anni Acrigni 2)

Sono arrivato dolorosamente e gloriosamente alla constatazione che una fase politica in Italia e’ finita. Il teatro eccitante degli ultimi due anni, delle primarie, delle sfide dentro la sinistra, dell’assenza di leader credibili dall’altra parte, che apriva mondi inaspettati, ha chiuso il sipario. Ci vuole un atto di coraggio, di resa, in questo momento, da parte dei vari potenziali leader che continuano ad esprimere opinioni, ma non si rendono conto che il paese e’ oltre. Molto oltre di quello che pensano. E’ una nazione senza fiducia apparente, ma che, proprio per questo, sta sostituendo i sogni di grandezza con l’evidenza dell’arrangiarsi con quel che si ha.

Lo stesso governo Letta, pescando fra persone competenti ed alcune marchette ai partiti, e’ stato costruito come quando si arriva a casa e si deve cucinare con le cose rimaste in frigorifero. Ci si arrangia, una carbonara od uno spaghetto aglio olio si riesce sempre a rimediare.

Me ne sono reso conto mentre correvo nella palestra per criceti che corrono e scarabei che giocano con le palle mediche. In un video, dei Rudimental, viene raccontata con crudezza e dolcezza inaspettate, la storia di uno skater che ha perso una gamba e che torna alla fine ad usare la bicicletta e lo skate con una protesi. All’inizio ho scoperto che esiste una cultura, un’etica che e’ ormai parallela a quella dei benpensanti, delle religioni, dei partiti, delle idiosincrasie dei giuramenti, delle prime dei teatri lirici. Esiste un mondo la’ fuori dove, in quella maniera che K.J. Okker definisce DouglasCouplandiana, e’ nata una nuova morale. Che e’ quella di afferrare il tempo, il momento, di usare lo sprazzo di gioventu’ forza ed energia per cambiare il mondo attorno, decorarlo di graffiti, scritte. E questo nomadismo culturale sta permeando sempre piu’ anche la cultura occidentale. Siamo post-rituali. Perlomeno nelle strade.
I nostri politici sono di fronte ad una Canossa nella quale si aspettano abiti il popolo, gli elettori, ai quali forse devono delle scuse, ma decidono di litigare, di continuare a pensare ai loro mondi pensabili. Mentre il popolo e’ uscito dal retro, schizzando con le proprie bici ed i propri skates. Dopo aver aspettato tutta la notte quella visita. Ma il tempo accade, scandisce l’opportunita’.

Ed il popolo ha la memoria delle montagne. Non come i mercati, che stanno lentamente preparando la nuova bolla (ma questa e' un'altra storia).

SOUNDTRACK - Rudimental - Waiting All Night

http://www.youtube.com/watch?v=M97vR2V4vTs


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