Massimo Famularo
Apologia di Socrate
5 Maggio Mag 2013 0926 05 maggio 2013

L’austerità e le promesse da marinaio

Un mio amico, insigne economista, lamenta su Twitter:

@bisina: How can anybody keep forgetting/disregarding time inconsistency is besides my understanding. Tu quoque #olivierblanchard ?

Per dire che in tema di austerità tutti sembrano trascurare il profilo della coerenza intertemporale. A dire il vero lui non lo trascura quando scrive su repubblica o discute con il blogger Phastidio (qui uno scambio di battute sul tema) Visto che contro l’austerità si usano anche gli errori di calcolo (qui mio pezzo sul tema) proviamo a capire la storia delle riforme e il tema della credibilità

Tesi:

Non si possono fare le riforme ora perché siamo in recessione Una politica di austerità aggraverebbe la situazione in modo insostenibile

Conseguenza:

È opportuno tornare prima a crescere e poi fare le riforme. Per tornare a crescere dobbiamo temporaneamente peggiorare il saldo del bilancio pubblico.

Cosa non va in questo approccio che all’apparenza sembra ragionevole e soprattuto desiderabile per chi soffre i morsi della crisi? Il problema principale è che al fatto che le riforme le facciamo poi gli altri non ci credono e hanno validi motivi per non crederci. Gli altri non sono solo i tedeschi cattivi, ma anche gli investitori che devono sottoscrivere il nostro debito pubblico.

Vedete in giro una classe politica responsabile che sia capace, non dico di mettere in pratica politiche impopolari e lungimiranti, ma anche solo di tenere fede agli impegni presi senza la necessità di venire periodicamente commissariata? Bisin che è accademico ha fatto l’esempio del malato di fegato a cui non si dovrebbe concedere il trapianto se non smette di bere, io che sono più prosaico vi domando: Ma voi accordereste una proroga e nuovo credito a uno che ha usato i vostri soldi per drogarsi (impiego che genera dipendenza) e andare a prostitute (impiego che non produce redditi futuri) e che vi dice che oggi non ce la fa proprio e smetterà domani di drogarsi?

Chiedere un rinvio per le politiche di "austerità" significa chiedere credito immediato per perseverare nella cattiva condotta che ci ha portato dove siamo oggi in cambio della promessa di mettere la testa a posto domani. Vi pare un impegno credibile? E se poi la crescita non arriva? Chiediamo un’altra proroga? Sono 20 anni che spendiamo senza crescere, perché questa volta dovrebbe essere diverso? Quindi nessuno parla di credibilità perché tutti danno per scontato che sia doveroso prestar soccorso a un soggetto inaffidabile che giura che metterà la testa a posto.

Sarà mica una sconveniente verità che una classe dirigente e politica mediocre e incapace ci ha condotto in una situazione in cui non solo soffriamo la crisi, ma siamo percepiti come talmente inaffidabili che nessuno è disposto a prestar fede alla nostra volontà di cambiare rotta? (E che rotta volete cambiare col governo Letta Alfano in Fassina?)

Chiarita la storia della credibilità merita un cenno anche il tipo di Austerità: chi dice che le imposte non si possono ridurre senza dissestare il bilancio dello stato da per scontato che le rendite di posizione siano intoccabili (e poi vi stupite se non ci danno credito?) Veramente uno che vive in Italia può credere che non si può toccare la spesa pubblica senza fare macelleria sociale? Veramente è recessivo toccare le pensioni sopra i 5mila e gli stipendi di chi fa il segretario comunale e guadagna più del presidente della repubblica (ok questo è simbolico, ma anche i simboli contano)? Ridimensionare quel cordone ombelicale che oggi lega i produttori agli assistiti?

Anche questa è una scomoda verità o se preferite un segreto di pulcinella: si possono fare riforme e ridurre le imposte senza soffocare ulteriormente il paese, basta presentare il conto a quelli che ieri hanno dissipato il denaro pubblico e oggi vorrebbero dare la colpa ai tedeschi.

@massimofamularo

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