Costanza Romagnoli
Diario lirico viennese
5 Maggio Mag 2013 1859 05 maggio 2013

Più Giorni e Casa Nuova

Vienna

L’altro ieri come vi avevo anticipato sono stata all’Opera. Ora vi svelo anche l’indovinello.
Siamo andati a vedere Eugene Onegin di Tchaikovsky.
Con Kerstin ci siamo date appuntamento alle 17 davanti all’Opera pensando che mettersi in fila 2 ore prima dell’inizio fosse sufficientemente presto per riuscire ad avere dei buoni posti.
Beh, ci sbagliavamo.
Alle 16 e 50 c’era già una lunga coda fuori dall’ingresso. La nostra amica Eva era arrivata un pochino prima di noi ed era tra le prime venti persone. Non ci ha raggiunto perché non voleva perdere la possibilità di avere un buon posto.
Noi saremmo sicuramente entrate, ma il nostro posto non sarebbe di certo stato buono.
Infatti.
Dopo due ore di coda siamo state catapultate dalla folla nei due posti peggiori, all’estremo lato destro. Vedevamo solo un quarto di palcoscenico.
Tutti aspettavano la Netrebko.
Il teatro era così pieno da scoppiare: platea, balconate, gallerie, tutto occupato.
Non l’avevo mai vista dal vivo ed ero curiosa e contenta.
Bella.
È brava, bella e chi più ne ha ne metta. Ha tutto, è perfetta.
Apre la bocca e la sua voce esce come un velluto che abbraccia tutto il teatro e così com’è la sua voce è lei: morbida.
Kerstin ed io purtroppo ci siamo dovute accontentare di quei brevi momenti in cui cantava sul lato sinistro del palco, lì oltre che ascoltarla la potevamo ammirare.
È talmente unica che anche le sue imprecisioni sono precisioni
Devo dire che tutto il cast era ottimo:
• Anna Netrebko | Tatjana, figlia di Larina
• Dmitri Hvorostovsky | Eugen Onegin
• Dmitry Korchak | Lensky, Poeta
• Sorin Coliban | Principe Gremin
• Alisa Kolosova | Olga
• Zoryana Kushpler | Larina
Alisa Kolosova è giovanissima, ha ventisei anni e già canta all’Opera di Vienna.

Non mi sto concentrando molto mentre scrivo questo pezzo, non ci sono con la testa. Purtroppo sono settimane un po’ pesanti per me.
Pensate che il momento dove sono più di buon umore è quando lavoro da Joma. Ieri sono andata presto, e per le 16 avevo finito, appena uscita ho annusato l’aria e mi sono sentita felice, è durato un attimo, ma quell’attimo mi è servito per capire che non sono molto fatta per stare chiusa in casa come oggi a cercare di studiare la musica. Non so cosa farne di tutte le decisioni che devo prendere, mi abbattono e mi scoraggiano invece di motivarmi.
Sono molle, e non ho iniziative.
E oggi scrivere questo pezzettino mi sembra faticosissimo.
Lascio.

TRASLOCO FINITO.
Sono passati un po’ di giorni da quando ho cominciato a scrivere il pezzo. Nel frattempo ho litigato per la prima volta con la mia insegnante di canto, ho lavorato molto e mi sono finalmente trasferita nella mia nuova casa.
Sono seduta sul letto nella mia nuova camera. Ho disfatto tutti e 10 gli scatoloni, ma non ho ancora montato il letto, per ora è appoggiato sulle doghe che sono sul pavimento.
La camera è molto bella, il suo punto forte è la finestra. Ho una Bowindow gigante e meravigliosa che dà su un piccolo giardinetto. Proprio sotto di me c’è un’area cani, si sente abbaiare in continuazione, ne sono felice.
Mi sono trovata da subito a mio agio. In casa siamo in quattro: uno spagnolo, un’inglese, un austriaco ed io. Per ora sembrano tutti carini.
Il ragazzo che mi affitta la camera vive con noi e nell’appartamento accanto a noi vivono i suoi genitori e sua sorella. Julie ha la mia età, è molto simpatica e venerdì per darmi il benvenuto mi ha invitato al Musikverein ad un concerto di organo. Oliver Latry, musicista conosciuto in tutto il mondo, ha suonato Bach, Frank, Wagner, Guilmant, Vierne e Saint-Saëns.
“La danse macabre” di Saint-Saëns mi è piaciuta molto, adoro questo pezzo e mi ha interessato ascoltare la versione adattata all’organo.
È stato particolare assistere ad un concerto di solo organo, non mi era mai capitato. Di solito si accomuna l’organo alla chiesa ed è normale farlo, infatti all’inizio del primo tempo Julie ed io eravamo titubanti. Poi con lo scorrere delle melodie e lasciandosi trasportare dal suono pieno e molto forte di questo strumento musicale, il concerto è volato.

Sono passati altri giorni dal concerto e siamo arrivati al 5 maggio.
Il canto va meglio e questo mi rende felice. Ieri però ho esagerato, e oggi devo assolutamente tacere il più possibile. Nonostante un po’ di raffreddore e mal di gola ho cantato, la lezione è andata bene, ma dopo il calo di concentrazione c’è stato anche un calo di voce.
Sto studiando un pezzo di Barber che amo molto: “The crucifixion”, ascoltatelo!
Spero che vada avanti così. Vi lascio perché devo studiare musica, non so bene come fare senza usare la voce, mi inventerò un modo.

Un saluto dalla mia nuova camera. (E' la finestra arrotondata proprio sopra al portone)

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