Capitalismo e salame
7 Maggio Mag 2013 1720 07 maggio 2013

La Francia vuole uscire dall’Euro?

«Popoli d'Europa, unitevi nella lotta per la libertà». Con questo avvertimento, pochi giorni fa Marine Le Pen, la presidente del Front National, si è rivolta ai partiti euro scettici di tutta l’Unione Europea. Un avvertimento, durante una conferenza stampa a Parigi, che anticipa la volontà di lanciare un referendum sulla fine dell'UE e sull'uscita di Parigi dall'area euro. Per la figlia di Jean Le Pean, alla guida del partito nazionalista francese, la situazione dell’Europa è avvolta dalla tenebre.

«Dovunque si sta diffondendo una forma di schiavismo che passa tramite le terrificanti politiche di austerità. Da una parte ci sono quelli che pagano, che si indebitano. Dall'altra ci sono quelli strangolati, che vedono i loro stipendi e pensioni ridursi, mentre ormai gli avvoltoi di Bruxelles sbirciano apertamente sui risparmi». In un appello "ai popoli d'Europa" pubblicato sul sito del Front National, Marine Le Pen ha auspicato un ritorno all'Europa delle nazioni e ha annunciato iniziative per portare "questa speranza di cambiamento" nei vari Paesi europei. «Fate rispettare l'identità del vostro popolo, siatene fieri e non accettate di farvi rubare le vostre frontiere, la vostra tradizione e a volte persino la vostra lingua». L’europarlamentare Marine La Pen specifica anche una serie di provvedimenti da adottare per supportare l’uscita dall’euro. Ciò che viene chiesto dal partito di estrema destra francese sono tre riforme strutturali “minime”: Definire l’uscita dall’Euro della Francia, l’annullamento del Trattato di Schengen, la protezione dei confini.

Un referendum in sintonia con quello chiesto dal portavoce del Movimento5Stelle Beppe Grillo. Secondo la leader della destra protezionista francese bisogna prendere coscienza del fatto che «le forze euroscettiche che vogliono il cambiamento devono incontrarsi». Secondo Marine Le Pean con il voto al Movimento 5 Stelle gli italiani hanno espresso "un chiaro euroscetticismo" e che «l'Italia ha preso coscienza delle regole distruttive dell'Unione europea e ora gli euroscettici sono maggioranza". Proprio per questo motivo successivamente ha dichiarato, riferendosi a Grillo: «Se vuole incontrarmi può chiedermelo».

Le cose preoccupanti in questo caso sono due: da un lato il preoccupante silenzio dei media su questa proposta francese (il matrimonio della Marina ha fatto più audience) dall’altro lato il diffondersi continuo di un sentimento anti europeo all’interno della Comunità Europea. Il “default” della Grecia ha reso popolare Alba Dorata, la preoccupante situazione italiana ha dato spazio al Movimento5stelle ed ora le sofferenze dell’economia francese ha offerto spazio politico al fronte nazionale francese.

Ciò che mi spaventa di più non è la possibile iperinflazione dovuta al ritorno delle monete nazionali, non l’aumento dei costi dell’energia (gran parte importante e denominata in dollari), non le possibile guerre per la svalutazione delle varie monete nazionali, ma il ritorno ai sentimenti nazionalistici caratteristici del secolo breve. Un sistema capitalistico internazionale fondato sulla globalizzazione, sull’interazione sia politica che commerciale degli stati, non può permettersi una chiusura ma necessita invece di una cooperazione attiva. Cooperazione tra stati (europei) che soprattutto può garantire una minima ed equa (e magari profittevole) competizione contro la supremazia cinese.

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