Massimo Sorci
Attentialcane
8 Maggio Mag 2013 1638 08 maggio 2013

Che facile fare gli spigliati sulla morte di Andreotti

La scomparsa di Giulio Andreotti ha visto fiorire sul web tutta una serie di considerazioni, osservazioni e battute sul filo di un'ideale corda tesa tra l’analisi storico-politica un tanto al chilo e il trivio becero. Ci sta. Si capisce. I social network a volte danno colore ad ego grigini, esaltano la spericolatezza espressiva e favoriscono riscosse vegliate al lume del rancore.

Che però Massimo Gramellini – giornalista, scrittore, autore di vaglia e non un liceale brufoloso col nickname figo – si sia lasciato andare a questi tempi qua, fa un po’ specie. Il Buongiorno di ieri su La Stampa non è all’altezza della sua signorilità e del suo stile. O almeno non a quelli cui ci ha abituato.

Ora, uno può avercela con Andreotti per mille ragioni. Può odiare la democristianitudine di cui era incarnazione. Quell'approccio felpato del pescecane che finge di avere i denti di gommapiuma e – intanto – sbrana. E, specularmente, quella moderazione – che in sé è una virtù civica – ma che nel democristiano doc assume l’incolore propensione a scansare gli attriti e a badare alle mura della parrocchietta.

Tutto legittimo. Però la battuta finale sul “tirare le cuoia” e sul "cuore acceso" è gratuita. E poi non è rispettosa delle cuoia degli altri e – soprattutto – la poteva scrivere un twittatore qualsiasi. Ok, era una parafrasi del famoso motto andreottiano, però il fastidio resta. Così come “Sbardella, Vitalone, Evangelisti: più che ritratti sono foto segnaletiche” è una frase semplicemente fascista, quel fascismo da bassotuba che prende per il culo gli altri per il loro aspetto fisico.

Le grandi ideologie non ci sono più, i partiti sono quello che sono, i politici della Prima repubblica stanno scomparendo tutti. Cerchiamo con i nuovi tempi di non perdere almeno l’educazione e il rispetto dovuto per chi muore.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook