I gessetti di Sylos
8 Maggio Mag 2013 1159 08 maggio 2013

cos'altro dovrebbe dire la storia?

Penso che il gesto di Umberto Ambrosoli di uscire dalla sala nel momento della commemorazione costituisca visivamente il giudizio definitivo su Andreotti. Il politico italiano aveva detto, a proposito dell'assassinio del padre di Umberto, Giorgio, che era "uno che se le andava cercare". Giorgio Ambrosoli era stato ammazzato da un sicario di Sindona, perchè colpevole di voler rispondere solo alla legge e alla propria coscienza. Michele Sindona era stato amico di Andreotti, anzi di più, era stato un protetto di Andreotti. Di fronte alla domanda ovvia di un giornalista su cosa ne pensasse di quall'assassinio, Andreotti pensò di cavarsela con l'ennesima battuta romanesca, una di quelle battute che tanto piacciono a certi italiani e che sono ormai diventate una sorta di souvenir romaneschi, come quelle di Alberto Sordi. In quella battuta però c'è tutto, non solo Andreotti, ma anche il peggio del costume italiano. L'uomo che si impunta per rispettare le regole è semplicemente uno che va in cerca di guai, un "fregnone", tanto per continuare con il romanesco. Questa era la concezione che dello Stato e delle sue regole aveva una persona che è stata sette volta capo del governo e un'infinità di volte ministro, e che ancora oggi molti definiscono "statista". Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa, Cassarà, Chinnigi, Livatino e tanti altri che per servire lo stato ci hanno rimesso la vita erano solo dei poveri "fregnoni". Come giustamente ha detto dopo il suo gesto lo stesso Umberto Ambrosoli, il male oscuro italiano sta tutto qui. Nel non solo dimenticare e perdonare, ma anche giustificare questo modo di vedere le cose della convivenza civile. Un paese che non capisce la gravità di quella "battuta" di Andreotti e non ne trae le conseguenze è un paese senza futuro, perchè capace di affidarsi a qualsiasi persona che "non se le va a cercare" e quindi disponibile a scendere a patti con chiunque e con qualsiasi cosa pur di sopravvivere. E pensare che in Italia si sta discutendo di presidenzialismo: viene un brivido alla schiena. Un paese nel quale il rispetto delle regole non è un "valore", ma un "disvalore", dove pensiamo che possa arrivare? Queste sono le cose che gli stranieri non capiscono di noi italiani. I bari e gli spregiatori delle regole sono in tutti i paesi, ma solo in Italia ce ne facciamo vanto e li portiamo ai vertici dello stato. I soliti "equilibristi" hanno dichiarato che sarà la Storia a dare il giudizio su Andreotti, e questo è anche il pensiero del presidente Napolitano, ma ci chiediamo: cos'altro dovrebbe dire la Storia?

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook