Gaetano Farina
Leggere il mondo
9 Maggio Mag 2013 0839 09 maggio 2013

L'Amore 2.0

Nell’era dei social network, anche la ricerca di un partner per una relazione a tempo determinato o indeterminato può far leva sugli strumenti offerti dalle nuove tecnologie connettive. Tanto che, negli ultimi cinque anni, si sono moltiplicate a dismisura le piattaforme per conoscere nuove persone passando inizialmente per chat e messaggi elettronici. Sembrerebbe trattarsi di un nuovo eldorado dell’amore (e del sesso), in alcuni casi pure gratuito, adatto a soddisfare qualsiasi tipo di “esigenza” e “classe d’età”: progetti di convivenza, flirt “etero” ed “omo”, non impegnativi, extra-coniugali, con partner con particolarità fisiche (inclusi disabili), masochismo e fetish, scambio di coppia, in modo da aggredire tutti i “mercati” potenziali. Eppure, raccogliendo numerose testimonianze di utenti e testando direttamente i servizi offerti dai siti d’incontri più popolari, gli entusiasmi iniziali sono destinati a spegnersi in fretta e le illusioni a lasciare posto ai sospetti.

Meetic dovrebbe risultare il sito d’incontri (rivolto a single) più famoso in Italia e in Europa, per le sbandierate garanzie di affidabilità e di ricchezza del catalogo dei potenziali contatti, oltre che per gli spot che passano sulle tv nazionali. L’età media è intorno ai 30 anni, ospitando, infatti, utenti che, per la maggior parte, hanno già vissuto un’esperienza coniugale di lunga durata conclusasi definitivamente, anche con una separazione o un divorzio.

L’approccio iniziale non è, tuttavia, dei più rassicuranti, considerato che appena ti abboni al servizio base, vieni invitato a sottoscrivere altre formule a pagamento per potenziare i tuoi strumenti di ricerca. La piattaforma funziona bene, non abbiamo rilevato particolari problemi tecnici, tanto che lo screening degli iscritti potenzialmente contattabili risulta agile e confortevole. Il problema è che, dopo poco giorni, ti accorgi quanto sia maledettamente complicato iniziare un dialogo, ricevere un “ciao” di risposta, almeno tramite messaggi. Il servizio clienti – con cui si comunica esclusivamente tramite form - può legittimamente ribattere che “a fare la differenza”, anche in questo contesto, è il tipo di approccio e di (successivo) corteggiamento; eppure, ci siamo fatti aiutare, per oltre sei mesi, da ragazzi di bell’aspetto, discreti ed accomodanti che, almeno per la fotografia proposta sul proprio profilo, dovrebbero attirare l’attenzione velocemente e facilmente.

Il disagio aumenta quando si comincia a frequentare i forum e le community che pubblicano le testimonianze degli utilizzatori di questi servizi, quasi sempre negative. Il sospetto principale, nonostante le rassicurazioni provenienti dai gestori delle piattaforme, è che il numero di utenti attivi (con cui si può interagire) sia gonfiato. Effettivamente, un numero (troppo) elevato di persone che si è provato a contattare sembra “muto” o non ha mai dato “segnali di vita”, seppur risulti “presente in chat”. Niente di misterioso (non si dovrebbe trattare di fantasmi), dato che su Meetic, e su siti analoghi (come Badoo, Parship, be2, Nirvam o eDarling), ci si iscrive gratis, ma non si può fare praticamente nulla se non si paga: se non acquisti un abbonamento, non hai, cioè, la possibilità di richiedere un contatto, inviare messaggi o chattare e, all’inverso, non puoi leggere i messaggi che ti sono stati inviati. Sebbene il nostro abbonamento sia scaduto da tempo, anche noi risultiamo ancora iscritti al sito e, quindi, continuiamo a “far numero” nel suo database di proposte, tanto che ogni giorno continuano ad arrivarci avvisi di messaggi di persone che hanno visitato il nostro profilo ma che non abbiamo più la facoltà di contattare.
Vogliamo, infine, credere che non siano gli stessi amministratori ad inventarsi profili per ampliare il proprio book di contatti, considerato che questa garanzia è data solo a parole…
Da segnalare, inoltre, le centinaia di lamentele, nei forum e nei siti di “comparazione prezzi” che abbiamo visitato, sulla difficoltà, se non impossibilità, a disdire l’abbonamento che, se acquistato con carta di credito o provato gratuitamente per una settimana o un mese, si rinnova in automatico.

C’è poi la questione ancora più antipatica degli “scammer”, cioè di quei profili falsi che, presentando immagini di donne in qualche modo attraenti (rubate quasi sempre nei social network dell’Est Europa, rivali di Facebook, come Odnoklassniki o vKontakte), provano a conquistare nuove prede maschili con l’obiettivo di alleggerirne il portafoglio. Oltre ai “messaggi commerciali” per incontri sessuali a pagamento, l’esempio classico è quello di profili femminili dell’est - dietro cui si possono nascondere uomini - che avviano una lunga operazione di adulazione nei confronti di ingenui maschietti italiani tramite mail romantiche decisamente mal scritte e sgrammaticate. Fino a che la “finta” ragazza non chiede insistentemente un contributo, da versare utilizzando i canali tipo “Money Gram”, per sostenere il lungo e costoso viaggio che le permetterebbe di raggiungerti in Italia al più presto. Molti ci sono cascati in tutto il mondo, tanto che sono stati aperti dei veri e propri portali per smascherare e cacciare gli odiosi (od odiose) scammer. Alcuni addirittura a pagamento, contenenti migliaia di profili etichettati come fasulli, ma completamente inutili, dato che ogni scammer può cambiare identità in continuazione. Oggi, questi trucchetti sono ormai risaputi e si deve essere davvero molto ingenui per cascarci. Certo, se pur non ne condividano i precisi obiettivi “economici”, molto simili agli scammer sono tutte quelle persone che utilizzano i siti d’incontro per apparire quello che non sono, sotto qualsiasi aspetto: fisico, anagrafico, coniugale, sentimentale, caratteriale, professionale o economico.

Insomma, tanta fatica e cumuli di paranoia per niente che vien una gran voglia di ripristinare i metodi “tradizionali”, ossia provare a “beccare” nei locali, nei bar, nei circoli culturali, in palestra, in piazza, sul lavoro, insieme agli amici, sfruttando conoscenze, ecc.

Anche le donne, comunque, si lamentano a gran voce quando hanno la possibilità di rilasciare commenti ed opinioni sull’esperienza in siti d’incontri come Meetic: “sono troppi gli uomini, che pur presentandosi bene all’inizio, si rivelano, alla lunga, degli affamati di sesso, magari pure sposati e con figli…”.

Il problema scammer è ancor più ingombrante in quello che risulta il principale concorrente di Meetic, ossia FriendScout24. In questo caso, tutti i servizi sono, almeno per adesso, completamente gratuiti, ma proprio per questo le barriere e i filtri in entrata anti-scammer molto deficitari, tanto che i gestori della piattaforma possono essere aiutati solo dagli stessi utenti nell’individuazione e rimozione di “profili civetta”.

Un covo di scammer si può tranquillamente considerare C-Date, il sito di “casual dating” che, con la complicità di alcune testate nazionali e televisioni locali, veniva dipinto come il “regno del sesso”, dove tutto è possibile e nulla vietato: “sesso orale e anale”, “farlo in posti particolari”, “esibizionismo”, “lingerie sexy”, “voyeurismo”, “parole sporche”, “gioco di ruoli”, “adulterio”, “bondage”, “scambio di coppia”, “giocattolo sexy”, “piercing intimo”, “lattice”, “girare un film”, “fotografare”, “fetish”, “sesso duro”, “rapporto a tre”, “farsi sottomettere”, “chiacchierare su erotismo”, “visitare club erotici”, “realizzare una fantasia”, ecc. Per noi si tratta, invece, di un regno “della perdita di tempo” molto costoso (anche rispetto a Meetic) – e meno efficiente di Meetic in termini di usabilità -, dato che in oltre otto mesi di prova abbiamo trovato al massimo tre o quattro profili realmente autentici. Per il resto, solo fake, “venditrici” o scammer, dal momento che ai visitatori di genere femminile non è richiesto alcun esborso per accedervi. I messaggi che si ricevono (non esistono chat) sono, quindi, unicamente approcci di scammer oppure offerte di prestazioni a pagamento, spesso espliciti o “spinti” e, in alcuni casi, così osceni da far imbarazzare anche un maschio adulto. Stessi risultati che, con tutta probabilità, si possono ottenere con tutti gli emuli di C-Date (come Casual Club o Ashley Madison), visto che quest’ultimo risulta ancora il più noto e quotato. Qui non è nemmeno obbligatorio l’inserimento di una foto di presentazione per i profili femminili che, guarda caso, appaiono quasi sempre rappresentati da icone standard. A differenza di siti come Meetic, inoltre, non si può navigare liberamente per selezionare da sé i potenziali interlocutori; che sono, invece, proposti dagli amministratori di C-Date: dai due ai quattro contatti “nuovi” al giorno, sebbene si possa trattare di scammer o “venditrici” che si sono già incontrati in precedenza ed hanno semplicemente cambiato nome e maschera.
Provare a protestare col servizio clienti è del tutto inutile, poiché si ha la sensazione di interagire con dei robot, di base in Lussemburgo, che ripetono più o meno sempre le stesse cose e si limitano a ringraziarti per aver segnalato il profilo fasullo “che provvederanno a rimuovere al più presto”.

Visto che continua a premiare e promuovere i servizi di piattaforme come Meetic e C-Date, anche www.guida-incontri.it, l’unica guida esaustiva del settore - di origine tedesca (come molti dei siti che recensisce) - diffusa in tutta Europa, non appare affidabile e, prima di tutto, indipendente. Senza contare tutte quelle pagine web di apparente critica a questi servizi che si rivelano, all’opposto, degli strumenti promozionali, essendo create dagli stessi gestori o dagli uffici stampa dei siti d’incontri, i quali provano anche a condizionare le opinioni formulate nelle chat e nei forum indipendenti.

Insomma, almeno per esperienza diretta e non avendo raccolto nemmeno un commento positivo dalle decine di clienti che abbiamo intercettato, potremmo concludere che i sempre più numerosi spazi virtuali del terzo millennio per l’incontro fra sconosciuti sembrano essere affittati per generare illusioni (e poi delusioni) e nulla più…Un po’ come le agenzie matrimoniali che, diffusesi dagli anni ’70 in poi anche qui in Italia, hanno speculato, troppo spesso, sui sogni, i sentimenti, le debolezze, le fragilità e le speranze delle persone.
Come scrive Stephane Rose, nel recente libro “Misère-sexuelle.com”, in cui racconta la sua esperienza con “l’amore 2.0”, in realtà questi siti “sono dei moltiplicatori di nevrosi, fatti di solitudine, molte menzogne, un po’ di paranoia e, alla fine, tante delusioni dietro la vetrina rosa bonbon”.

Letture consigliate:

Gli usi postmoderni del sesso (Il Mulino 2013)

Fenomenologia di YouPorn (Miraggi 2012)

Nel dubbio ti amo. Un manuale per cercare amicizia, amore e sesso in chat. Con DVD (Rizzoli 2008)

Chat-ti-amo (Mondadori 2007)

Manuale della perfetta webcam girl (Mursia 2008)

Personal porno (Fazi 2008)

Chat line (Il Mulino 2001)

Amore e sesso al tempo di internet (Franco Angeli 2001)

Sesso no profit (Nuovi Equilibri 2001)

www.tradimenti.net (Mursia 2000)

Ch@t ti amo (Giunti 2000)

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