Luca Rinaldi
Pizza Connection
11 Maggio Mag 2013 1306 11 maggio 2013

Alfano a Brescia: cortocircuito senza giustificazioni

Le voci si sono rincorse per due giorni, e alla fine il segretario del PDL, vicepremier e, udite udite, Ministro dell'Interno Angelino Alfano parteciperà alla manifestazione indetta da Silvio Berlusconi a Brescia contro le ‘persecuzioni‘ della magistratura (non solo requirente, ma anche di quella giudicante, stando alle indicazioni del padre del partito).

Alfano che è stato anche Ministro della Giustizia dovrebbe sapere che di sicuro i problemi della giustizia italiana, ma questa cosa ci siamo quasi stancati di ripeterla, di certo non sono i processi di Berlusconi. Da ministro dell'Interno Alfano avrebbe fatto meglio a starsene comodamente seduto a casa. Ne avrebbe guadagno in credibilità e autorità agli occhi di uffici che necessariamente si interfacciano con il suo dicastero, oltre a quello della Giustizia, però retto da una donna di Stato come Anna Maria Cancellieri. Potete quindi immaginare con quale armonia si possa lavorare nei rapporti tra Giustizia e Interni.

Ma lunedì lo stesso ministro sarà ancora a rilasciare dichiarazioni di circostanza all'arresto di qualche picciotto riguardo il “buon lavoro di forze dell'ordine e magistratura“.

Qualunque cosa dirà Alfano sarà comunque fuori luogo, perchè fuori luogo è la stessa presenza del ministro dell'Interno a una piazzata come quella di oggi a Brescia. Un corto circuito, l'ennesimo, francamente inaccettabile tra chi ricopre una carica istituzionale e allo stesso tempo politica, e non si tira mai indietro quando è ora di difendere interessim, discutibili, di parte. Qualcuno dice sempre: “ben vengano i conflitti tra poteri“: verissimo, ma quando portano a una crescita delle parti. Qui invece siamo al solito pollaio all'italiana.

@lucarinaldi

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