Gaetano Farina
Leggere il mondo
13 Maggio Mag 2013 0733 13 maggio 2013

Ecoguerriglieri

Mai provato un sentimento di ribellione al grigiore, al degrado e all’abbandono di molte delle nostre aree cittadine? Ribellarsi, anche per pochi istanti, al cemento, all’inquinamento e al rumore metropolitano che imprigionano le nostre vite…Come fare? Una risposta ce la offre il “Guerrilla Gardening”, un movimento ecologista, di base a Londra, che si sta rapidamente diffondendo in tutto il mondo, anche qui in Italia.
In realtà, il “Guerrilla Gardening” ha radici storiche robuste, perché nasce già in America negli anni Settanta come risposta ed alternativa alla cementificazione e al degrado paesaggistico dovuto all’aggressivo sviluppo urbanistico di quelli anni.
E’ ritornato di moda ultimamente seguendo il successo delle “Critical Mass”, di alcune pubblicazioni-manifesto e sfruttando le potenzialità dei nuovi aggregatori elettronici. Suggerisce semplicemente l’abbellimento e la riqualificazione di spazi urbani sporchi e-o degradati tramite la semina e la crescita di piante e fiori.
Chi decide di indossare i panni dell’ “eco-guerrigliero” si diverte ad individuare delle zone o anche degli angoli ristretti della città particolarmente brutti da far “rinascere” con la semina di fiori o la costruzione di un vero e proprio mini-giardino. Agisce in gruppo soprattutto di notte, poiché si tratta di luoghi pubblici che non si potrebbero “modificare”, munito di semi e attrezzi da giardinaggio: “bonifica” la zona prescelta per far crescere i fiori e le piante che preferisce; di solito più grigia è la zona, più colorati sono i fiori che vi vengono piantati.
Come chi ha abbandonato l’auto per ritornare in bici, un agire che più che dettare un vero cambiamento, può, almeno per ora, rappresentare una provocazione all’imbarbarimento tecnologico e al nostro stile di vita consumistico, ma che sta aumentando i propri sostenitori.
In Italia, il portale web di riferimento è www.guerrillagardening.it che si pone l’obiettivo di aumentare ed intensificare quelli che vengono chiamati gli “attacchi verdi”. Si tratta di un gruppo aperto, creato tre anni fa da giovani milanesi appassionati di natura, che vuole agire contro l’incuria delle aree verdi o di altre aree dimesse delle nostre città. Il sito offre consigli utili per il successo di ogni “attacco”. Possiamo, ad esempio, costruire una “flower bomb”, avvolgendo in carta di giornale terriccio, fertilizzante e semi di fiori, da lanciare in un cantiere in disuso: in poche settimane potremmo apprezzare una splendida fioritura che renderà meno sgradevole quel luogo ormai abbandonato.
Il “Guerrilla Gardening” si è diffuso ormai in tutto il mondo e può indicare non solo un gesto politico, ma anche un’ambizione prettamente ortoculturale.

Letture di riferimento:

Falce e rastrello. La rivoluzione verde Falce e rastrello. La rivoluzione verde del Guerrilla gardening. Storie di resistenza al degrado urbano (Stampa Alternativa 2012)

Salviamo il paesaggio! Manuale per difendere il territorio da cemento e altri abusi: tutte le azioni di tutela, dai comitati ai ricorsi (Altreconomia 2012)

Guerrilla gardening. Manuale di giardinaggio e resistenza contro il degrado urbano (Kowalski 2009)

Per ulteriori approfondimenti:
www.guerrillagardening.org, blog del movimento
www.guerrillagardening.it, la comunità italiana
http://criticalgarden.netsons.org/wp/
“Guerrilla Gardening”, libro pubblicato nel 1983 da John F. Adams
"Guerrilla Gardening", libro pubblicato da Barbare Pallenberg
"A Manualfesto. Guerrilla Gardenign", un libro pubblicato da David Tracey che definisce le linee guida del buon giardinaggio politico


Gaetano Farina

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