Gaetano Farina
Leggere il mondo
14 Maggio Mag 2013 0822 14 maggio 2013

Last minute market

Trasformare lo spreco in risorsa, questo è l'obiettivo e lo slogan di Last Minute Market (così attuale in un’epoca di crisi finanziaria): un mercato dove per favorire i più bisognosi, non ci si può permettere di sprecare neppure un minuto e nemmeno un prodotto. Come si può apprendere subito dall’ home page del portale web di riferimento (www.lastminutemarket.org), Last Minute Market rende possibile il recupero delle merci invendute, che non hanno più un valore commerciale, ma ancora idonee per il consumo.
I beni raccolti, mediante il meccanismo del dono, sono resi disponibili ad enti e associazioni che offrono assistenza a persone in condizioni di disagio sociale.
Le oltre centinaia di tonnellate di rifiuti che si sono recuperate, in questi anni, risultavano cibo destinato inizialmente al consumo, ma che sarebbe stato eliminato dai negozi per piccoli difetti di imballaggio, perché vicino alla data di scadenza, oppure perché legato a logiche di consumi stagionali o eventi particolari. Queste sono, infatti, le logiche perverse di mercato, o di supermercato, a cui dobbiamo sottostare.
Ma con questo progetto, nato nel 1998 dalla facoltà di Agraria di Bologna come attività di ricerca e che dal bolognese si sta diffondendo gradualmente in tutta Italia, si realizza una conciliazione o una coniugazione fra le esigenze delle imprese for profit e degli enti non profit promuovendo un'azione di sviluppo sostenibile locale, con ricadute positive a livello ambientale, economico e sociale. L'iniziativa curata dal Professor Segrè risulta, infatti, economicamente vantaggiosa per tutti gli operatori coinvolti nel processo. I punti vendita commerciali non incorrono in costi per smaltire i prodotti difettosi o in via di scadenza, possono beneficiare di agevolazioni fiscali e potenziano la propria responsabilità sociale. Last Minute Market crea posti di lavoro impiegando personale di volontari e non per la raccolta dei beni, nonché per lo svolgimento di tutte le attività di supporto di natura giuridica, fiscale, gestionale, logistica ed informativa. Infine, l'intero processo si conclude a completo vantaggio della società. Il riciclo degli scarti non sottrae beni a chi li getta via e l’utilizzo degli scarti da parte di una fascia di popolazione che, comunque, non si sarebbe potuta permettere di acquistare quei beni, non danneggia i produttori che, al massimo, ci guadagnano in immagine. Alla base di questo modello a somma positiva ci sono, quindi: cultura del recupero, cultura del dono, sostenibilità e valore di relazione. Nessuno ci rimette e tutti ci guadagnano qualcosa.
Last Minute Market non raccoglie solo cibo, ma anche libri, farmaci ed altri prodotti non alimentari ed è ormai impegnato in progetti di riduzione dello spreco in tutta la nostra penisola: in Piemonte, con Settimo Torinese, con la Provincia di Varese, a Verona, La Spezia, Empoli e pure in Sicilia ed in Sardegna.

Letture di Riferimento:

Andrea Segrè. Last minute market. La banalità del bene e altre storie contro lo spreco (Pendragon, 2010)

Andrea Segrè. Cucinare senza sprechi (Ponte alle Grazie, 2012)

Andrea Segrè. Economia a colori. (Einaudi, 2012)

Andrea Segrè. Basta il giusto (Altreconomia, 2011)

Andrea Segrè. Lezioni di ecostile (Bruno Mondadori, 2010)

Andrea Segrè. Elogio dello spreco (EMI, 2008)

Andrea Segrè, Luca Falasconi. Abbondanza e scarsità nelle economie sviluppate. Per una valorizzazione sostenibile dei prodotti alimentari invenduti (Franco Angeli, 2002)

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