I gessetti di Sylos
15 Maggio Mag 2013 1044 15 maggio 2013

Se gli imprenditori trovassero il coraggio di parlare

Gli ultimi arresti per corruzione e/o concussione sono avvenuti a Taranto e riguardano politici del Pd, i quali addirittura, stando all'accusa, avrebbero svenduto la salute dei cittadini e dell'ambiente. Ormai si alternano Pdl-Pd-Pdl-Pd, con monotona regolarità, ora poi con il governo delle "larghe intese", sai che "intese" ... Mi chiedo sempre come mai all'inizio della trattativa per il governo ci sia stato un incontro tra Sposetti e Verdini. chi lo sa ? Tornando all'episodio di taranto, non per niente l'Italia nelle classifiche internazionali viene considerato uno dei paesi più corrotti, a livello di quelli del terzo mondo, quelli per intenderci i cui dirigenti politici si mettono in tasca gli aiuti destinati ai loro popoli affamati. E' questa la causa principale del nostro declino, è questa la causa principale del degrado del nostro bilancio pubblico, è questa la causa principale dell'evasione fiscale, tutto il resto è solo contorno. Ma se in Italia abbiamo un regime cleptocratico la responsabilità è anche della nostra classe imprenditoriale. I nostri imprenditori, soprattutto quelli medio-grandi, sin dall'Unità hanno sempre preferito accucciarsi ai piedi dei potenti di turno e accontentarsi delle briciole che questi ogni tanto gli buttavano. Nel nostro paese non vi è mai stata una vera rivoluzione borghese. Per difendersi dalla concorrenza estera a seguito dell'apertura inevitabile dei mercati, soprattutto dal secondo dopoguerra, e non potendo quindi più contare sul protezionismo verso l'esterno, il nostro sistema economico è ricorso sempre più, d'accordo con i politici, a quello che gli storici economici hanno definito il "protezionismo interno", che è più sottile e soprattutto è meno attaccabile dall'esterno. Questo tipo di protezionismo ha significato nel tempo: svalutazioni continue, contributi e finanziamenti agevolati, esenzioni fiscali, tolleranza dell'evasione fiscale e contributiva, corruzione e concussione per vincere appalti e per tenere a bada la pubblica amministrazione, ecc. ecc. Dopo la completa attuazione del Mercato Unico Europeo e soprattutto dell'euro, alcuni dei predetti strumenti protezionistici sono venuti meno o sono stati fortemente ridimensionati, e quindi il ricorso alla corruzione e all'evasione fiscale è diventato sempre più necessario. Ma in questo modo le imprese stanno determinando sempre più anche il loro di declino. Non sarebbe ora che gli imprenditori, tutti!, si mettessero d'accordo e decidessero insieme di dire "basta!", di dire la verità e denunciare il malcostume e i relativi colpevoli? Non sarebbe ora che gli imprenditori, tutti!, decidessero di spazzare via dal mercato quelle imprese che alterano la concorrenza grazie alla corruzione? Non sarebbe ora che gli imprenditori decidessero, tutti!, di liberare l'Italia da questa politica corrotta che sta inquinando in maniera sempre più irreversibile la nostra democrazia e il nostro sistema economico? Se gli imprenditori non avvertono questa esigenza, e non operano di conseguenza, vuol dire che questo sistema conviene anche a loro, in quanto si sentono di serie B rispetto ai concorrenti stranieri; soprattutto vuol dire che sono anch'essi responsabili del disastro italiano. E allora, se le cose stanno così, quando si lamentano della politica meritano solo una solenne pernacchia, come quella che fece Eduardo ne "L'oro di Napoli".

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