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17 Maggio Mag 2013 0817 17 maggio 2013

Food Revolution Day parliamo con Francesco Iandola

Al via il Food Revolution Day di Milano che vedrà tanti eventi nelle giornate del 17 e 18 maggio presso la Fondazione Riccardo Catella in Porta Nuova. Abbiamo la fortuna di farci raccontare l’emozione di queste giornate da Francesco Iandola, Ambasciatore per la Lombardia di questo movimento creato da Jamie Oliver che si sta diffondendo in tutto il mondo con la volontà di raggiungere una nuova consapevolezza sulla nostra alimentazione e di richiamare l’attenzione di tutti noi sul nostro diritto a sapere cosa mangiamo.

Francesco Iandola Ambasciatore Food Revolution Day

Un ruolo importante quello di Ambasciatore del Food Revolution Day, crede che questa necessità sia vera anche in Italia, Paese della Dieta Mediterranea?
Premetto che sono Ambasciatore per Milano e la Lombardia, in Italia ci sono ambasciatori a Torino, Biella, Firenze, Roma, Napoli e Palermo. Anche il numero degli ambasciatori da una immagine di quanto il problema di creare una nuova attenzione a ciò che mangiamo sia sentito anche nel Paese della dieta Mediterranea. Anche perché questa dieta sta sempre più svanendo dietro ai ritmi veloci della società moderna che tolgono sempre più tempo al momento della cucina e della tavola, dietro a nuove mode e abitudini alimentari di importazione e forse dietro a motivi economici.

La Rivoluzione del cibo ci ricorda le contestazioni e le rivolte legate ai periodi di fame, di mancanza di cibo, in questo caso, invece, è un movimento che parte dai Paesi dove c’è sovrabbondanza di cibo. Oggi quindi dobbiamo difenderci, come consumatori, dalla cattiva alimentazione?
Oggi abbiamo al possibilità di essere arbitri delle nostre abitudini alimentari e delle nostre scelte, sta a noi porre maggiore attenzione a ciò che mettiamo nei nostri piatti, leggendo le etichette e informandoci e anche tornando a dedicare più tempo alla cucina. Spesso poniamo grande attenzioni per noi e i nostri figli a pericoli che hanno assai poche probabilità di toccarci e dimentichiamo che, la nostra salute e quella dei nostri figli dipende principalmente da ciò che mangiamo. Quindi non si tratta tanto di combattere e difenderci da fattori esterni quanto saperci informare e fare le scelte giuste.

Quali sono i messaggi che vorreste rimanessero alle persone che verranno a seguire il Food Revolution Day di Milano?
Il messaggio più bello credo possa esser di imparare a vivere la cucina e la tavola come un momento di gioia, non come una prescrizione farmaceutica, un nemico o un antipatico momento della nostra giornata. Torniamo a cucinare, riconoscere le eccellenze alimentari anche dal punto di vista del loro impatto sulla nostra salute e a saperci orientarsi verso una dieta sana senza cadere in estremismi.

Quali gli appuntamenti più importanti nelle due giornate del Food Revolution Day?
Penso che gli eventi più belli siano quelli dedicati ai nostri bambini, ai quali abbiamo dedicato vari momenti, con laboratori sia di cucina che di giardinaggio. Inoltre venerdì 17 abbiamo organizzato un apritivo show cooking solidale per raccogliere fondi da destinare ai bambini con problemi nutrizionali curati dalla Fondazione De Marchi. Il Food Revolution Day milanese si chiude poi con la sfida fra i quattro finalisti del contest dedicato ai cobi NEP: Naturali, cioè che non hanno subito alterazioni da parte dell’industria alimentare, Eccellenti, che rispecchiano le eccellenza alimentari della nostra terra e Performanti che contengano sostanze che possano dare un apporto positivo alla nostra salute.

Parliamo dei vostri programmi futuri. Sarete in altre città italiane con il Food Revolution Day?
Come dicevo il Food Revolution Day è già presente in altre città italiane ed essendo una rivoluzione sono tutti invitati a contribuirvi in modo volontario. Per il futuro cercheremo certamente di coinvolgere sempre più persone e operatori che stanno puntando verso una produzione più naturale ma anche di dialogare con istituzioni e le eccellenze italiane in campo di ricerca alimentare e nutrizionale che troppo spesso hanno difficoltà nel trovare mezzi di comunicazione diretti lasciando il cittadino in balia di credenze, mode e fobie che periodicamente colpiscono il mondo dell’alimentazione. Naturalmente anche la sensibilizzazione di sponsor permetterà di agire sempre più in profondità; a tal riguardo desidero ringraziare Beko, il nostro main sponsor per il supporto dato all’edizione 2013 milanese.

Quali altre iniziative per sensibilizzare sulla sana alimentazione e sulla necessità di riscoprire il valore nutrizionale del cibo, come prodotto agricolo in contrapposizione alle lavorazioni dei prodotti industriali?
Il nostro contest si basa proprio sulla riscoperta di prodotti naturali ed eccellenti per arrivare a una più sana alimentazione senza imporci particolari limitazioni. In Italia fortunatamente abbiamo i migliori alimenti si tratta quindi di farli riscoprire e di insegnare a cucinarli nei modi più sani. Essendo una Rivoluzione credo non si debbano aspettare interventi dall’alto ma puntare a diffondere tale orientamento attraverso lo sforzo congiunto del mondo dei foodblogger su cui si basa in gran parte il Food Revolution Day. I migliaia di foodblogger italiani possono insieme modificare le abitudini alimentari più di qualsiasi campagna istituzionale o spot televisivo.

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