La Grande Mela Gialla
20 Maggio Mag 2013 0710 20 maggio 2013

Fenomenologia della papera: ve la mando in Italia?

C’e’ chi dice che sia stata colpa dell’aviaria…ma in questo caso, scusate la battuta, semmai sarebbe stata colpa della “paperaria”.

Da qualche settimana a Hong Kong non si parla che di papere e da qualche giorno di papere ‘defunte’ o meglio sgonfiate. Si, perche’ la famigerata scultura galleggiante dell’artista concettuale – e qui scusate ma di concettuale in una paperona gigante non ci vedo molto ma forse, anzi sicuramente, mi sbaglio - Florentijin Hofman e’ fuori uso.

Voci maligne dicono che siano stati un gruppo di turisti in visita alla papera provenienti dalla Cina ‘continentale’ che avrebbero volutamente boicottato l’animale plasticoso attentando alla sua vita con 30 mozziconi di sigarette. Queste illazioni hanno persino spinto i media cinesi a prendere le distanza e sul profilo Weibo – il Facebook cinese – la CCTV ovvero la tv nazionale cinese ha ben pensato di chiarire che i turisti autoctoni non hanno nulla a che vedere con questo mistero.

Altri, invece, dicono che sia stata colpa del mare agitato e delle onde e che quindi ora la scultura e’ in riparazione ma tornera’ presto a fare bella mostra di se’ davanti a uno dei centri commerciali piu’ amati qui: Harbour City (che ha investito milionate di HKdollar per averla davanti al suo ingresso, in uno specchio d’acqua della Victoria Harbour e che ora twitta a manetta tranquillizzando i papera-fan auspicando un immediato ritorno).

).

La temporanea morte della papera galleggiante mi ha fatto riflettere su un paio di cose che ben rappresentano come si vive da questa parte del mondo.

A fare felici abitanti, turisti e imprenditori – e persino gli amministratori locali che pare abbiano lodato questa gialla presenza come ‘portatrice di gioia per la citta’ in grave difficolta’ - basta una papera. Per Hong Kong le gravi difficolta’ si riassumono in paura dell’aviaria e cattivo tempo con conseguente ristagno di inquinamento atmosferico (e su quest’ultimo punto confermo mentre sull’aviaria devo dire che non ci sono allarmismi in giro di nessun genere).

Allora mi chiedo: e se anche all’Italia per tornare a sorridere e ad avere gioia bastasse una papera?

Vi prego se mi dite di si, scrivo all’artista concettuale e gli chiedo che dopo il 9 giugno – data presunta dell’addio via mare della papera da Hong Kong, sempre si riprenda dalla sgonfiatura – la metta in navigazione con il becco rivolto a ovest e punti a Civitavecchia o Brindisi.

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