Serena Cappelli
Non aprite quelle porte
22 Maggio Mag 2013 2027 22 maggio 2013

Cosa si fa nella Giornata Mondiale della Nutella?

Grazie alla querelle tra Ferrero e Sara Rosso, una blogger fanatica della crema spalmabile per antonomasia, scopro, con soli sei anni di ritardo, l’esistenza della Giornata Mondiale della Nutella.
Il World Nutella Day cade il 5 febbraio di ogni anno e, stando a quanto riportato dal Corriere, «prevede la partecipazione di chiunque lo desideri con ricette, video, foto (a patto che si usi un cucchiaio gigante per mangiare la Nutella)».

Ricette? Cucchiaio gigante? Ma la colazione dei campioni non merita qualcosa di più di un semplice cucchiaio gigante? Secondo me, sì.
Quindi ecco cinque suggerimenti per far impallidire SaraRosso&Friends nella Giornata Mondiale del prossimo anno (ok, sono in anticipo, ma a volte per far bene occorre una discreta preparazione) e aggiudicarsi la fascia di Miss/Mister Crema Spalmata 2014:

1) Farsi fotografare in pose plastiche durante un incontro di lotta nella nutella (n minuscola, lo rendo un nome comune di crema spalmabile per non fare pubblicità). Il vantaggio rispetto al fango è che la nutella aderisce meglio, non è viscida e se abbiamo un calo di zuccheri, basta dare una leccatina al braccio. In più è scura, quindi sfina.

2) Introdurre di straforo un vaso di nutella da 5 kg al Museo del Novecento, piazzarlo vicino alla teca della “Merda d’artista”, accomodarsi sul tappo a mo’ di seduta sul trono, farsi fare una foto e intitolare l'opera “Prima e dopo”.

3) Girare un video sulla falsa riga di Rémi Gaillard nelle vesti di Pac-man mentre, travestiti da barattolo gigante, si corre all’impazzata per le vie della città rubando (e mangiando) il maggior numero possibile di schiscette dietetiche. Guest star nel ruolo di uno dei fantasmi, la pancia che sorride di Alessia Marcuzzi.

4) In alternativa, per i più sedentari: vestirsi da chiromante, piazzare un tavolino con pane e nutella in una zona strategica della città, invitare la gente a mangiare e interpretare, simulando la stessa competenza di un aruspice alle prese con le budella di animali vari, i baffi di crema sul volto dei buongustai. Il ricavato verrà devoluto all’associazione pro-scarcerazione di Corona “Che Corso Como sarebbe senza Fabrizio?”.

5) Dulcis in fundo (ahahah), ci vorrebbe una ricetta, ma Benedetta Parodi ci batte di sicuro. Che fare, allora? Basta ricorrere al piano B più popolare del mondo: se siamo carenti di contenuto, puntiamo sul contenitore. Rasiamoci quindi a zero (o rasiamo la sorella-compagna-moglie-vicina-amica-parente se siamo uomini), prendiamo due banane spagnole saltate in padella con burro e nutella, mettiamocele(gliele) in testa, prendiamo un cartello con scritto AL e aspettiamo che qualcuno risolva il rebus (6-2-8). Con un po’ di licenze poetiche e di rimescolamenti, la soluzione è Banane al Calvados. Le calve siamo noi e le banane quante sono? Dos.

Sara Rosso, stai in campana!

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