Italian Perpetuum Mobile
25 Maggio Mag 2013 1103 25 maggio 2013

L'eredità oscura di Galilei

Per tutti quelli che si dedicano allo studio della Scienza, e per tutti quelli che non lo fanno direttamente ma se ne interessano perché di cultura si tratta (e il signor Dante ce l'ha detto chiaro e tondo che l'uomo è spinto da un desiderio di conoscenza), il metodo scientifico è una cosa che ha una sua sacralità. Il termine qui non sta ad identificare il fatto che sia un insieme di regole da seguire che viene da una dogmatica imposizione, non è una ricetta per fare le torte che leggi su un libro, non è un una cosa che sei spinto ad accettare per partito preso. Si tratta invece di un magnifico risultato intellettuale della mente umana, la cui gestazione è costata tanto (anche la vita) a diversi individui nella storia, e che oggi ci lascia una chiara direzione di lavoro per la ricerca.

Riporto un'intervista a Giorello di diversi anni fa:
http://www.emsf.rai.it/grillo/trasmissioni.asp?d=51

In soldoni, se faccio un esperimento e ottengo dei risultati, devo provvedere ad illustrare ogni fase del percorso che ho seguito, devo garantire di non aver perturbato il sistema in modo da favorire il realizzarsi di ciò che mi aspetto, devo presentare in modo cristallino quello che ottengo, anche se, appunto, non dovesse essere ciò che mi aspetto. Ciò permette ad altri di poter ripetere il mio esperimento e verificare così che le conclusioni siano nuovamente ottenibili, nelle stesse mie condizioni. Allora dico di aver fatto una scoperta.

Ai giorni nostri, il metodo scientifico è rappresentato dal fatto che i risultati di un lavoro scientifico, che sia teorico o sperimentale, si pubblicano su rivista e si mostrano alle conferenze. Rivista qui non è un qualsiasi raccoglitore di manoscritti, il meccanismo che deve adottare è quello del peer-review, ossia il mio lavoro deve passare al vaglio di miei pari che lo leggono/correggono e verificano che quello che affermo abbia senso. Se così non fosse, potrei sostenere qualunque cosa senza alcun controllo, e far credere di aver risolto problemi senza permettere ad altri di ottenere i miei stessi risultati. E questa non sarebbe Scienza.

Ma l'eredità del signor Galilei, e di tanti altri che hanno contribuito nella storia alla fioritura della Scienza moderna, è ancora oscura alle masse: pare che non sia ancora ben radicata nel patrimonio di collettiva conoscenza. I tempi bui del passato a volte ritornano.

Sarà chiaro che le cose non sono semplici, e che attorno ad una presunta scoperta epocale si affacciano questioni che vanno oltre i meccanismi della Scienza per sforare in quelli della politica, della finanza, della società.
Mi sto in particolare riferendo all'ormai famoso "caso Stamina", che Cattaneo ha riassunto qui:

http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/05/16/i-troppi-interrogativi-sul-caso-stamina/

A quanto pare nessuna pubblicazione è stata presentata circa questa novella metodologia di cura del cancro, e nessuna conferenza scientifica è stata realizzata. Esistono solo affermazioni, da parte dei creatori della "terapia", circa la sua buona riuscita.

L'autorevole rivista scientifica peer-reviewed Nature ha polemizzato tempo fa con la mancanza di rispetto del metodo scientifico (appunto) circa questo caso:

http://www.nature.com/news/stem-cell-ruling-riles-researchers-1.12678

Lo Stato italiano ha ora autorizzato la partenza di una sperimentazione su questa tecnica che impiegherà 3 milioni di Euro di risorse pubbliche. Ora, in generale, si potrebbe dire che ben vengano le sperimentazioni. Così almeno sapremo cosa è vero e cosa no.
Francamente però fa un po' rabbia, ad uno di quelli di cui sopra, che vorrebbe dedicare la propria vita alla ricerca scientifica e che impiega tempo e fatica per apprendere la corretta procedura di ottenimento e presentazione dei risultati, il fatto che venga investito del danaro pubblico su una cosa che non ha passato il preliminare stadio di controllo tra pari.
Questo fa ancora più rabbia se avviene in un paese dove i finanziamenti alla ricerca sono sempre più esigui.

Un altro di quelli di cui sopra scrive in:

http://www.prometeusmagazine.org/wordpress/2013/05/17/staminali-quanto-ci-costa-testare-il-metodo-stamina/

Non capisco perché non attendere la revisione dei presunti risultati prima di sganciare moneta per ottenerne su larga scala, e inoltre ho il sentore che la cosa sia stata mediaticamente affrontata molto attraverso la presentazione di storie compassionevoli e poco dal punto di vista scientifico. Ovvio, si dirà, ma un piccolo prologo nei media su cosa significhi fare Scienza è spesso un'agognata chimera.

L'immagine è il "Ritratto di Galileo Galilei" di Giusto Sustermans ed è rilasciata in licenza Commons.

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