Un giovane pensante
25 Maggio Mag 2013 1025 25 maggio 2013

Non mi fido del finanziamento privato ai partiti

Nell'ultimo Consiglio dei Ministri sembra che l'attuale maggioranza abbia trovato un soluzione per tagliare il finanziamento pubblico ai partiti agevolando e defiscalizzando i contributi dei privati che dovrebbero diventare l'unica forma di sostentamento.

Ancora una volta si preferisce dar retta alla demagogia invece di tagliare veramente la spesa pubblica. Oltre al fatto che è un'azione più dimostrativa che altro e serve solamente a far zittire Grillo e i grillini per un po'.

Personalmente non sono d'accordo con il fatto che i partiti debbano vivere di finanziamenti privati perché bisogna evitare una sudditanza psicologica verso il finanziatore. Si pongono a mio avviso tre probemi:

- Le campagne elettorali sono fondamentali, le strategie di marketing e le pubblicità contano e costano moltissimo ed affidarsi a finanziatori privati può far si che quest'ultimi passino da un partito ad un altro con l'esclusivo scopo di stare dalla parte del vincitore e condizionarne l'operato.

- Movimenti o partiti che non riescono a raccogliere finanziamenti privati, ad esempio se chi li sostiene non ha le capacità economiche, non potrebbero presentarsi alle elezioni o comunque morirebbero dopo poco. Si lascia il pallino della politica in mano a chi hai soldi, è vero anche che lo avrebbero lo stesso ma almeno concediamo qualche forma di opposizione.

- Infine non si ha il coraggio di fare una vera e propria legge per regolare le lobby ma facendo così si fanno entrare nei palazzi ancora più di quello che ci sono ora. Diventerebbe ancora più semplice condizionare le scelte della politica avendo il coltello dei finanziamenti dalla parte del manico.

Detto da me, che sono uno sostenitore dell'azione dei privati all'interno della società, sembra strano ma considero i partiti fondamentali in una democrazia che si vuol far funzionare e farli condizionare così dal ruolo dei finanziatori è assurdo. La democrazia costa parecchio e soprattutto costano parecchio i partiti. Piccoli finanziamenti da parte dei privati non potranno mai coprire le spese di una struttura partitica. Sembra si voglia ritornare ad una politica dei notabili che se lo possono permettere o che agiscono per nome di qualcun'altro essendo coperti finanziariamente.

Inoltre se guardate gli ultimi dati usciti sui finanziatori privati ai partiti dell'ultimo anno vederete che sono per lo più parlamentari, eletti nelle regioni o enti locali che devolvono parte del loro stipendio "pubblico" per il partito. Almeno le donazioni più consistenti.

Con tutti i settori monopolizzati dal pubblico che possono essere aperti ai privati, risparmiando soldi pubblici e diminuendo le tasse, perché proprio questo?
Non bastava diminuire un po' i costi e controllare che le spese fossero fatte per il partito e non per altri fini?
La politica perderà con il tempo la sua autonomia e quando ce ne accorgeremo forse sarà troppo tardi.

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