Dario Russo
Babele
26 Maggio Mag 2013 1327 26 maggio 2013

5 consigli ad una giovane band/cantante emergente

Anno 1979, esce Video Killed The Radio Star dei Buggles. Il brano nacque da una riflessione del cantante della band Trevor Horn. L'artista intuì che i musicisti che avevano fatto conoscere le loro canzoni tramite la radio, sarebbero potuti diventare superflui, poiché l’era del video avrebbe dovuto spazzare l’era della radio. Di conseguenza, chi avrebbe fatto musica, avrebbe risposto non più a canonici artistici ma semplicemente a canoni estetici, con la conseguenza che il vero artista non avrebbe avuto più motivo di esistere perché si sarebbe vissuto in un mondo dove non si sarebbe mandata in onda musica, ma sostanzialmente solo immagini.

Non a caso, i dirigenti di MTV ritennero la canzone perfetta per il lancio del proprio canale televisivo e fu così che venne realizzata una clip di Video Killed The Radio Star, messa subito in rotazione il primo Agosto 1981, ossia il giorno in cui nacque la stessa emittente.

A suo tempo, anche se il canale non era molto diffuso, il maggior numero di vendite del disco si registrarono proprio nelle aree dove si riceveva MTV. Fu così chiaro a tutti il potere di questo mezzo e di come la forza delle immagini potesse uccidere quella del suono, ossia Video Killed the Radio Star.

Gli anni sono passati, la radio fortunatamente non è morta, ma Trevor Horn ci aveva visto giusto sulla grande potenzialità del video e il suo ragionamento – per molti aspetti – è tutt’ora validissimo, ma con un’unica grande differenza. Oggi è possibile fare una clip anche con pochi mezzi e diffonderlo grazie ad internet.

Fatta questa premessa, ecco alcune considerazioni se devi produrre il tuo progetto musicale.

1) Sei proprio sicuro di voler fare il CD? Come abbiamo visto con Video Killed the Radio Stars, la forza delle immagini, la diffusione delle stesse e la possibilità di far sentire gratuitamente un brano, sono un cocktail perfetto. Allora perché pensare di fare un album con la famigerata etichetta indipendente, che però ti obbliga a comprare almeno un tot di copie del disco? Io ti suggerisco di registrare le tue canzoni e poi di condividerle gratuitamente in rete, i soldi del CD che non hai dato alle stampe, investili per fare almeno una clip che poi potrai caricare sui canali social. Si è vero, il CD è figo, un conto è avere un album in formato digitale ed un conto avere un disco vero e proprio che puoi toccare, ma la domanda che ti devi porre è un’altra. Perché fare il CD? Per promuoverti? Bene, quindi se dai alle stampe l’album, quanto pensi che venga diffuso? Il tuo disco al massimo finirà in pochi punti vendita e se proprio dovesse arrivare in qualche magazzino della grande distribuzione, rimarrà tendenzialmente in qualche anfratto, solo soletto, in mezzo ad altre migliaia di dischi. Mica penserai che si riesca a vendere? È già difficile per i big, figuriamoci per te. Si, magari qualche amico e qualche fan che si è invaghito di uno dei membri della band lo acquisterà pure, ma di certo non ti arricchirai. Intanto, a te rimarranno sul groppone un bel po’ di copie, hai speso dei soldi e non hai diffuso a dovere la tua musica. Ricorda, la musica è un prodotto sia culturale che commerciale e per essere venduto ha bisogno di pubblicità, se non hai le spalle coperte da una buona organizzazione, sei costretto a vedertela da te e dovrai ancor di più tener conto delle tue poche risorse, cercando di ottimizzare al meglio costi e benefici.

2) Se il CD lo vuoi fare lo stesso, non c’è nessuno problema. In fine dei conti i soldi sono i tuoi e l’esborso economico potrebbe per te essere un problema relativo, ma almeno ricordati di inserire i tuoi riferimenti sul disco, magari metti direttamente il contatto FB. Poi se nel tuo CD c’è una collaborazione degna di nota, segnalala bene, evidenzia sulla copertina che nel tuo disco suona X e Y, non lasciare che quel nome resti scritto in piccolino all’interno dell’album in maniera quasi illeggibile. Un nome degno di nota che ha deciso di aiutarti, incidendo un brano con te, dovrebbe essere un onore e un’opportunità in più per dare valore al tuo progetto. Ah, non dimenticarti di inserire il testo e soprattutto gli accordi per tutti gli strumenti, magari facendo un rimando alla tuo sito web o pagina FB.

3) Ricordati che non sei nessuno. Capisci bene, non ho detto che non vali niente, intendo dire che come te ci sono altre migliaia di band e cantautori che fanno musica. C’è chi è più bravo di te, chi no, chi ha la raccomandazione, chi ha semplicemente più fortuna etc., ma fatto sta che non c’è mercato per tutti anche se avresti tutte le caratteristiche per avere un certo riscontro commerciale. È un po’ come la carriera del calciatore, tutti all’inizio danno calci al pallone, tutti potenzialmente potrebbero diventare dei campioni, ma la serie A ha solo 20 squadre e in campo si giocherà sempre in 11, quindi più di un tot numero di giocatori non potranno arrivare ai massimi livelli e tra quelli che dovessero farcela, non è detto che basti qualche presenza o una buona prestazione per poter continuare a giocare da professionista. Sicuramente ci sono le serie inferiori, man mano si scendere sempre di più, fino ai tornei organizzati nel proprio quartiere e alle famigerate partitelle tra scapoli contro ammogliati, ma in questo caso il calcio sarà una passione, ma non un lavoro. Ecco, la stessa dinamica vale per la musica. Ora, prendendo atto che la strada verso il successo è dura e da un punto di vista statistico è più facile che tu fallisca, oltre a suonare sempre, con costanza e impegno, dovrai sempre ragionare che la scelta giusta, quando fai musica, è quella di condividerla il più possibile,sia per una questione di piacere, sia per una questione prettamente pratica: i tuoi brani hanno bisogno di essere conosciuti.


4) Non scoraggiarti, anche i Beatles “fallirono”. Nonostante le mille difficoltà e insidie, cerchiamo di vedere qualcosa di positivo e consoliamoci con il fatto che in passato anche i mostri sacri hanno avuto dei problemi. Su tutti ci sono i Beatles. Anno 1962, alla batteria c’è ancora Pete Best e gli scarafaggi di Liverpool andarono a fare un provino per la Decca, ma clamorosamente il produttore Dick Rowe li bocciò preferendo i Brian Poole & the Tremoloes (che lasciando stare qualche successo momentaneo nelle classifiche anglosassoni, finirono subito nel dimenticatoio). I Beatles fortunatamente non sfuggirono al produttore George Martin che fece chiudere alla Parlophone uno degli investimenti più riusciti della storia della musica. Ah, giusto per la cronaca, a suo tempo la Parlophone era appena un’etichetta secondaria del gruppo EMI, ma diventerà un nome leggendario riuscendo a pubblicare anche gli album dei Queen, Deep Purple, Duran Duran e molti altri ancora.

5) Per concludere. Cerca di suonare sempre più che puoi, non aver paura di collaborare con altri gruppi e aiuta anche gli altri (magari condividici anche il palco) e non ragionare con la mentalità “poi mi rubano la scena?”. Sfrutta le potenzialità della rete anche offline; se pure vai a suonare in un club, preoccupati di stampare qualche volantino, mettilo sui tavoli o all’ingresso e scrivi che se vogliono risentire le canzoni suonate, le possono trovare gratuitamente sulla pagina web che indicherai. Non dimenticare mai che l’unione fa la forza. Purtroppo, l’Italia non investe molto in cultura (soprattutto musicale), non è la Gran Bretagna dove il governo aiuta le giovani band e non è il Brasile dove vengono erogati dei buoni per l’acquisto di libri e cd o tickets per concerti e spettacoli teatrali, ma qualche forma di sostentamento potrebbe arrivare dal crowdfunding, sfruttando le innumerevoli piattaforme online. In fin dei conti, gruppi meno noti o band già di successo come i Marillion ricorrono a questo sistema che però può avere dei riscontri solo se si lavora bene contemporaneamente sia online che offline.

Ad ogni modo, anche se non avrai i fan che faranno code chilometriche per assistere alle tue esibizioni, suona sempre con passione e cerca di stare in campana allontanando i venditori di fumo che ti illudono sulle possibilità di successo solo per spillarti soldi.

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