Cosimo Pacciani
La City dei Tartari
28 Maggio Mag 2013 1437 28 maggio 2013

Shocked Upper Lip, 22.03.2013

Shocked Upper Lip - 22052013 Cheapside e' talmente deserta che sento i miei passi veloci rimbombare nei vicoli che scendono verso il Tamigi o che salgono verso la valle del Fleet. Forse e' l'ora, sono le 11 di sera, forse e' normale per un mercoledi'. O forse, le sirene che hanno ululato tutto il pomeriggio, la polizia in assetto da guerriglia, hanno convinto anche i junior analyst del work hard/party hard di starsene a casa. O di fronte ad una presentazione di finanza auruspicina, in una di quelle teche di cristallo ed acciaio che rimangono illuminate perennemente, anche a Natale, anche quando tutto sembra fermarsi attorno, nelle pause notturne. Notte di guerra, sembra, quella guerra silenziosa che combattiamo da soli contro il meme della nostra civilizzazione, contro la distorsione che la societa' impone ai lati della distribuzione. Lo spreco di un altro grattacielo che sale grazie al lavoro di tanti schiavi del nuovo millennio. Le immagini della violenza a Woolwich un altro tatuaggio nel cervello, come la ragazza sfigurata degli attentati del 7/7. Immagini che associamo ad altri luoghi, ad altre guerre palesi, manifeste, che si combattono fra eserciti regolari e milizie. Un tipo in gessato e cravatta sbuca da un vicolo, quasi mi investe, "oscillando selvaggiamente". Mi redarguisce: 'E' la Luna! E' la Luna piena che ci rende folli!' Corre via e scompare in una scia di alcool. Mi giro e la Luna e' proprio li', talmente splendente e luminescente che sembra quasi che sia lei ad illuminare la cattedrale di Saint Paul, piuttosto che le fotoelettriche. Passano due macchine della polizia a tutta birra, sulla chicane di Fleet Street e lo Strand sembra ad un passo. La luna ed i lunatici che uccidono in un quartiere popolare di una Londra dall'umore ammezzato dalla crisi, con una ferocia ed una maniera che lascia confusi, sconvolti. Sangue sparso quasi come in un sacrificio rituale. Forse e' per quello che la citta' e' vuota, sospeso anche il senso di umanita' e di sanita' che di solito si respira, nelle folle variopinte, multietniche. Ogni persona potrebbe essere nemico, un potenziale avversario religioso, etnico. La Pax Londinensis infranta, quella citta' che, appena a nord di Woolwich, accolse tutti, dagli ugonotti, agli ebrei e, piu' modernamente, italiani, pakistani, nigeriani, in una lista lunga come tutte le etnie del mondo. Ma non piu’, dato che la macchina dell'economia della cittadella piu' ricca del mondo, arranca. Succede sempre cosi’, appena quella specie di scala mobile che Londra si inceppa. Si e’ bloccato quel meccanismo, ai suoi margini, ai suoi confini, dove si incontrano la poverta' nera, l'emarginazione che non diventa piu’ emancipazione. Sono cambiati i tempi con i quali le persone si aspettano di fare fortuna. Una volta, era chiaro a chi arrivava da altrove che non sarebbe toccato a lui, ma ai figli, forse ai nipoti, di godere i frutti della fatica, dello studio, della mobilita' sociale che l'Occidente ha sempre offerto come miraggio. Da un lato, la borghesia inglese, delusa nelle sue aspettative di gloria e di ricchezza, dall'altro l'orrore della poverta' e del disagio del proletariato che vive in maniera simbiotica con i centri di potere. Ogni palazzo di vetro che vedo, ogni piano di luci accese, una manciata di milionari ed una decina di persone sottopagate. La Luna e' implacabile, in questo medioevo di silenzi e di potenziali esplosioni di rabbia. Eppure, da qualche parte Londra e' sempre rimasta una terra di nessuno dove gli spiriti della terra incontrano e danzano con i fantasmi del passato, come in un delirio alla Blake, il cui corpo e’ sepolto da qualche parte sotto la sede di Bloomberg, di maschere africane, rune, cattedrali gotiche, strade romane e fiumi che scorrono sotto le sedi delle banche, degli uffici di avvocati. Tutta questa difformita', tutta questa energia oculatamente incanalata, ogni tanto esce fuori dagli argini. E noi, impotenti attori di questo dramma che si chiama Londra, osserviamo quasi impotenti allo spettacolo mediatico della morte e della violenza. I passi continuano a riecheggiare nell’intorno della citta’ della finanza e del privilegio. “Furto di refurtiva” (Lenin) o Macchina di Speranza inceppata? ---- Soundtrack Team Ghost - Things are sometimes tragic www.youtube.com/watch?v=CnBkJ7W0urA

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