Banana Markets
29 Maggio Mag 2013 1201 29 maggio 2013

Mps e quel fondo minibond con i suoi azionisti storici

Si chiamano minibond e servono alle piccole imprese per trovare capitali freschi sul mercato senza andare a bussare alle banche, che tanto non aprono. Uno strumento frutto di un complesso lavoro da parte dell’esecutivo Monti soprattutto per semplificare il codice civile e il trattamento fiscale delle emissioni da parte di società non quotate, in particolare sulla deducibilità degli interessi e delle spese di emissione, oltre che l’esenzione della ritenuta sugli interessi in caso di quotazione. Per poter usufruire di questo canale, dopo essersi sottoposti a una due diligence, occorre trovare uno sponsor che ne curi emissione e collocamento, ovvero una banca o una Sgr Una modalità che alcuni su Linkiesta hanno criticato in quanto non proprio a buon mercato per una Pmi con meno di 50 milioni di fatturato. 

Andrea De Vido e Enrico Marchi, fondatori di Finanziaria Internazionale

Curiosamente, il primo istituto di credito che ha deciso di lanciare un fondo chiuso dedicato a questo strumento è il Monte dei Paschi di Siena, che collocherà le emissioni gestite da Finanziaria Internazionale, società guidata da Enrico Marchi e Andrea De Vido specializzata in cartolarizzazioni. Un dettaglio che non deve stupire: FinInt (a cui fa capo Save, società che gestisce l’aeroporto di Venezia) e Mps sono amici di vecchia data. Esattamente dalla data dell’operazione Antonveneta, di cui Marchi è stato vicepresidente. Il veicolo è la controllata Rete Spa (al 63%), costruita – come scrive Mario Gerevini sul Corriere –  assieme ad Alessandro Banzato di Acciaierie Venete (3,8%) e Nice Group (32%) di Lauro Buoro, allo scopo di«accumulare esclusivamente azioni Mps». Un investimento da 40 milioni di cui 30 sono andati in fumo. Si rifarà con i minibond?

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