L’accattone
29 Maggio Mag 2013 0634 29 maggio 2013

Ombre sulla Palma d'Oro: polemiche su La vie d’Adèle

Era un po’ il simbolo della battaglia per i diritti civili del governo francese in questi mesi, ma potrebbe diventare il cattivo esempio per il rispetto dei diritti dei lavoratori. La Palma d'Oro vinta dal tunisino Abdellatif Kechiche nasconde, a quanto pare, qualche stagista di troppo, ore non pagate e sfruttamenti durante le riprese. Le voci correvano da un po' ma giovedì scorso un comunicato del sindacato dei tecnici cinematografici francesi (Spiac-CGT) l’ha ricordato pubblicamente: troppi stagisti (presi con la classica scusa del prestigio sul curriculum), giornate di16 ore dichiarate la metà, turni di 13 giorni senza interruzione, straordinari e sabati non pagati; il tutto nonostante un grosso budget. Mentre i contenuti del film difendono una visione umanista, i tecnici venivano di fatto “trattati come cani”, secondo una testimonianza rilasciata a Radio France Info (qui).
Per non parlare della delusione dell'autrice del fumetto Le bleu est une couleur chaude, (da cui è tratto La vie d'Adele), Julie Maroh. Nonostante il film sia direttamente ispirato alla storia e si tratti della prima produzione basata su un fumetto a vincere a Cannes, Kechiche ha ‘scordato’ di ringraziare pubblicamente la fumettista. (qui).
Niente a che vedere con le qualità artistiche dell'opera, certo, e chi difende quella nozione cara a certi semiotici di "intentio operis" noterà che la giuria premia il film, non la sua produzione. Resta che siamo, appunto, in tempi di "mariage pour tous" con manifestazioni settimanali a Parigi contro la legge che consente i matrimoni alle coppie omosessuali e la scelta oggi non può che esser politica (e il progresso di civiltà di questa legge, purtroppo, sembra più che altro un modo per sviare l'attenzione da altri problemi).

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