Out among the English
29 Maggio Mag 2013 1346 29 maggio 2013

Qualche cosa sul destino di Linus

Ci sono cose che se me le togliete da sotto i piedi cado nel vuoto, una di queste è Linus, la rivista di fumetti, satira e approfondimento fondata nel 1965. Linus, per quasi cinquant'anni, ha ospitato le strisce dei Peanuts, caposaldo della mia educazione letteraria, ma anche Doonesbury di G.B. Trudeau – l'unica, intramontabile striscia politica – B.C. di John Hart, Monty di Meddick, e poi Calvin & Hobbes, Corto Maltese, Cul de Sac, le vignette di Altan, Bertolotti e De Pirro, Vauro, Perini, Agnese, gli interventi di Michele Serra, Pier Vittorio Tondelli, Stefano Benni, lo spazio degli esordienti curato prima da Matteo B. Bianchi, poi dalla Scuola Holden. Contemporaneamente un esempio e un feticcio per chi sguazza nei fondali bassi della letteratura, dipendente e non.

Ecco, da ieri serpeggia la voce, sempre più sottile e pungente, che Linus stia chiudendo i battenti. Da un mese all'altro, dalla sera alla mattina. Il numero di maggio in effetti non è uscito, e chi ha chiamato – come me dopo aver fiutato lo scatto – il servizio abbonamenti per chiedere spiegazioni, si è sentito rispondere di non preoccuparsi, che «per problemi tecnici il numero non sarebbe stato distribuito, ma che a Giugno ne sarebbe uscito uno speciale, doppio». Tutto a posto quindi. Il sospiro di sollievo, che per me è stato più un trattenere il fiato, è durato fino a questa mattina, quando la notizia dell'imminente chiusura ha ricominciato a farsi grossa sui social. Paranoia, verrebbe da dire, timori immotivati, che persino l'editore Baldini, Castoldi e Dalai si è sentito di mettere a tacere via Facebook (cosa non da poco, conoscendo il loro rapporto con il web) con un comunicato dal tono grave, che per la verità era già apparso in sordina qui e là nel sito:

«Cari Lettori,

con un pesante ma giustificato ritardo eccoci a comunicarvi lo stato dell’arte. Linus si è temporaneamente fermato per una serie di problemi gravi e di complicata soluzione, riguardanti stampa e logistica e conseguenti a un difficile momento della società editrice.
Avremmo atteso più volentieri il momento della soluzione definitiva delle questioni ancora sospese, ma alcune inopportune e mal suggerite sciocchezze uscite sui quotidiani dei giorni scorsi ci convincono a intervenire per fare chiarezza.
La volontà dell’editore è senz’altro quella di proseguire la pubblicazione di Linus, come ovvio permettendo agli abbonati di recuperare i numeri persi, ma perché la volontà si trasformi in qualcosa di più concreto, e quindi nelle prossime uscite del mensile, mancano ancora alcuni passaggi che speriamo di potervi comunicare al più presto.
Intanto vi ringraziamo dei moltissimi messaggi di solidarietà e degli incitamenti ricevuti, faremo del nostro meglio per essere all’altezza.

Baldini&Castoldi srl»

Ora, sono sempre più preoccupato, non tanto per il ritardo nelle comunicazioni, qui definito giustificato ma che suona come un abile dribbling sull'attenzione del pubblico, quanto per la vaghezza con cui l'argomento viene trattato. Non c'è traccia, nei comunicati della casa editrice, delle promesse riguardo al numero di giugno, né di alcun tipo di certezza sulle future pubblicazioni. I problemi, invece, ci sono, e vengono definiti gravi. Ho mandato un'email ai miei contatti in redazione, per cercare di saperne di più, ma conoscendomi credo che tra qualche minuto mi attaccherò al telefono, sperando in una voce amica.

AGGIORNAMENTO DELLE 18.22: Nessuna voce amica, anzi nessuna voce e basta. Però ho approfondito, e consolidato, i sospetti che nutrivo su BC&D, ferma nelle comunicazioni ormai da un mese. Che la situazione non fosse rosea già lo si sapeva da tempo, ma non esiste ancora nulla di ufficiale che smentisca o avvalori la gravità del silenzio, o delle voci incessanti che parlano di un fallimento segnato, in attesa di conferma. Certo, la scelta di comunicare il "ritardo" nell'uscita di Linus solo ieri, apparirebbe ancora più scellerata nel caso venisse confermata la chiusura. Un amico poco fa mi ha fatto notare che chiedere spiegazioni a BC&D è come chiedere di spostare un'auto al proprietario con entrambe le gambe ingessate. Vero, ma se il proprietario si fosse premurato di mettere un biglietto sul parabrezza, nessuno avrebbe disturbato la sua degenza, fosse anche a tempo indeterminato.

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