Belfagor
31 Maggio Mag 2013 1754 31 maggio 2013

Grillo-Rodotà: 'Cca' nisciuno è fesso'

Come valutare il modo in cui Stefano Rodotà è stato liquidato da Beppe Grillo? Si può ragionare sullo stile o sulla coerenza del lider maximo, e si fa anche bene, perché anche da un punto di vista politico questi sono aspetti significativi, aiutano a delineare il profilo del dirigente che così ha scelto di esprimersi. Adesso però disponiamo di una interpretazione autentica. E' Grillo stesso a dire perché ha agito così: per la paura di vedersi scippare il movimento. Le critiche rese pubbliche dal professore potevano apparire sleali, non c'è dubbio. Ma è anche vero che il mondo non si divide ancora in favorevoli e contrari al movimento 5 Stelle. Se Grillo dice di non essere né di destra né di sinistra, qualcuno avrà pure il diritto di schierarsi ancora a sinistra. Incorrerà nei fulmini del lider maximo? Peccato. Perché forse il movimento 5 Stelle non è destinato a raggiungere percentuali bulgare nella sua caccia al consenso.E allora dovrebbe porsi il problema di stabilire rapporti con altre strutture e organizzazioni, per non dire con altri partiti.

"Non credo di aver offeso il professor Rodotà", ma "non è il presidente del M5S... Non posso assistere impassibile alla costruzione di un polo di sinistra che ha come obiettivo la divisione del M5S in cui lui si è posto, volente o nolente, informato o meno, come punto di riferimento". Il giorno dopo l'attacco multiplo lanciato da Beppe Grillo sul blog, che ha avuto nel mirino soprattutto Stefano Rodotà, candidato proprio dal M5S al Quirinale, il leader del Movimento scrive un post nel quale sostanzialmente spiega il motivo della sua rabbia, vale a dire la percezione che Rodotà sia al centro di una manovra messa in atto dalla Sinistra per dividere M5S.

Grillo si difende dall'accusa di aver rivolto insulti al giurista, ma soprattutto sottolinea che non ha intentenzione di lasciarsi scippare il Movimento: "Il M5S non è nato per diventare il Soccorso Rosso di Vendola e Civati, di Delrio o di Crocetta. È una forza popolare che è del tutto indifferente alle sirene della sinistra e della destra che in realtà sono la faccia della stessa medaglia" si legge nel post dal titolo 'Cca' nisciuno è fesso', in cui c'e' l'immagine di Totò che fa il gesto dell'ombrello. "Assistiamo all'assurdo di un governo che vuole combattere l'evasione fiscale sostenuto da Berlusconi, condannato in secondo grado per evasione
fiscale".
Sulle parole rivolte al giurista, "le cui onestà e intelligenza non sono in dubbio", Grillo ha sottolineato: "Non credo di aver offeso il professor Rodotà, le parole 'ottuagenario miracolato dalla rete' le ha dette lui stesso in una telefonata con me", ma ha sottolineato l'indifferenza con la quale il giurista è stato trattato durante le presidenziali dal Pd: "Rodotà - scrive Grillo - appartiene alla sinistra, è stato presidente del Pds, poi messo in un angolo come un ferrovecchio dall'attuale dirigenza pdmenoellina che, a presidenziali aperte, non ha ritenuto di fargli neppure una telefonata, ma anzi gli ha chiesto il ritiro della candidatura attraverso sua figlia".

Il capo M5S, tuttavia, non cela un po' di rammarico per non aver avuto un confronto diretto con il professore: "C'è poi un piccolo aspetto umano, certo in politica non c'è riconoscenza, né me la aspetto. Ma se il professor Rodotà aveva delle critiche da farmi forse poteva alzare il telefono, lo avrei ascoltato. Invece - ha concluso Grillo - ha scelto il Corriere della sera per una critica a tutto campo a pagina intera subito dopo le elezioni amministrative".

la Repubblica, 31 maggio 2013

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