Alessandro Da Rold
Portineria Milano
31 Maggio Mag 2013 1833 31 maggio 2013

In Lega continuano a litigare. Sanno di valere il 3%?

Prima erano i fedeli di Roberto Maroni contro Umberto Bossi, ora sono i fedeli di Umberto Bossi contro Maroni. Prima c'erano i congressi per detronizzare il Senatùr, ora ci sono i congressi per togliere di mezzo Maroni dalla segreteria federale. Mentre il settentrione va a fondo, con le aziende in crisi e la disoccupazione ai massimi, nella Lega Nord - partito che i sondaggi danno intorno al 3% - continua da almeno due anni uno scontro «tra comari» che sembra non vedere ancora la parola fine, tra chi attacca l'ex ministro dell'Interno per «aver distrutto il partito» e chi invece rivendica «il nuovo corso» maroniano che ha salvato il Carroccio dopo lo scandalo Francesco Belsito. Secondo l'Istituto Cattaneo, alle ultime elezioni, la Lega Nord,  ha perso la metà dei consensi ricevuti alle politiche del 2013 e alle scorse comunali, raccogliendo solo un terzo dei voti delle regionali 2010.

Va bene tutto. Vanno bene le polemiche sui quotidiani, le interviste al vetriolo di Bossi, gli annunci di nuovi partiti (che poi non esistono) e qualsiasi altra cosa. Ma se poi, durante il consiglio federale, il Senatùr se ne resta in silenzio e non propone una nuova offerta politica, vuol dire che gli «scazzi» nella Lega altro non sono che beghe di cortile di cui il nord non ha bisogno. Non è un caso che oggi durante la riunione in Bellerio alcuni esponenti abbiano preferito non presentarsi neppure. 

Su questo, va detto, ha ragione Maroni. Che potrà avere le sue responsabilità sulle ultime sconfitte elettorali, ma che ha salvato un partito vincendo almeno la regione Lombardia: «A me non interessano le chiacchiere o le interviste che servono solo a danneggiare. A me interessa chi lavora», ha spiegato il segretario. Del resto, sarebbe anche il momento di dare una sterzata alla situazione, perché andando avanti di questo passo del Carroccio non rimarranno che i gadget di Pontida. La Lega - anche se il federale sostiene che il movimento ha sostanzialmente tenuto - ha ricevuto una dura lezione alle ultime elezioni amministrative. 

I sondaggi la posizionano appunto al 3 %, uno dei minimi storici che la avvicina a Fratelli D'Italia. È già accaduto in passato e anche questa volta sarebbe affrettato sostenere che il Carroccio sia defunto. Anche perché la richiesta dalle regioni del Nord di un'offerta politica è sempre viva. Va ricordato però che la situazione non è delle migliori, soprattutto all'interno del partito, con Bossi e i suoi che continuano a rivendicare la leadership - anche se poi non sembrano concludere mai nulla -  e una comunicazione contradditoria su chi attaccare politicamente e chi no. Prima dei litigi sarebbe il caso di attivarsi prima dello schianto finale. Anche perché oggi circolava una battuta a Milano su chi doveva recarsi in via Bellerio, sede del partito. «Sei anche tu al cimitero?»

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