Elisa Pierandrei
Urban Cairo
31 Maggio Mag 2013 0810 31 maggio 2013

Opera in rivolta

E’ al Teatro dell’Opera del Cairo che si gioca la nuova battaglia per l’espulsione del presidente egiziano Morsi. Martedì sera attori e cantanti dell’Aida, l’opera di Verdi che nel 1871 debutto’ proprio al Cairo, hanno inscenato una protesta - senza precedenti nella storia del Paese - annunciando sul palco la decisione di sospendere la recita. Contestano l’ordine del nuovo ministro della Cultura, Alaa Abdel Aziz, di rimuovere la direttrice della struttura, Ines Abdel Dayem, nominata circa 15 mesi fa. Durante la protesta, i cantanti sul palco hanno retto manifesti che dicevano: "No alla Fratellizzazione” (al controllo da parte dei Fratelli musulmani, ndr), chiedendo che il ministro della Cultura, nominato solo qualche settimana fa in un rimpasto di governo, venga cacciato per avere licenziato il direttore dell'Opera ''senza ragione''.

L’improvvisa decisione di cambio al comando della struttura ha fatto infuriare tutto il mondo dell’arte e dello spettacolo egiziano - scrive il portale egiziano Al Ahram Online - già scosso dalle dichiarazioni rilasciate da due senatori salafiti che proponevano di ridurre (ed in seguito eliminare) i fondi per la danza ed il balletto, considerati “sfoggio delle nudità”. All’appello, comunque, non è stato dato seguito. Quello di Abdel-Dayem è il terzo di una serie di licenziamenti di alti funzionari del mondo della cultura locale promossi dal nuovo ministro, un ex docente di cinema. Per questo Abdel Aziz è accusato dall’opposizione e dagli attivisti di voler manopolizzare il potere in favore della lobby dei Fratelli musulmani, il movimento islamico dietro al partito del presidente Morsi di cui pero’ il ministro non fa ufficialmente parte. Il funzionario si difende affermando di voler invece inserire nuovi volti nel mondo della cultura egiziana, stagnante e corrotto sotto Mubarak.

In molti, oggi, nel mondo dell’arte egiziana sono convinti che l’influenza conservatrice degli islamisti costituisca una minaccia seria e crescente alla libertà del Paese dopo la caduta di Mubarak. Nelle ultime ore, il licenziamento di Abdel Dayem, che stando alla stampa locale è stata sostituita da Badr El-Zakaziki, ha spinto anche l’influente scrittore ed intellettuale Baha Taher a lasciare il suo incarico nello State Council of Culture.

La ribellione degli intellettuali puo’ essere seguita su @AhramOnlineArts

Circa un mese fa è stata lanciata una campagna dal titolo #tamarod (ribellione), in cui in una petizione online - caratteristica ormai del modo di fare attivismo ed esprimere il dissenso in Egitto - si chiede elezioni presidenziali anticipate. Ha già raccolto 7,5 milioni di firme. Il presidente egiziano Mohamed Morsi è entrato ufficialmente in carica quasi un anno fa, il 30 giugno del 2012.

Questo invece è il video, sottotitolato in inglese, della protesta di martedi’ alla Opera House del Cairo.

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