Cristina Coglitore
La creatività in carcere
1 Giugno Giu 2013 1002 01 giugno 2013

Fare impresa in Dozza a Bologna

Seleziona, forma e assume i carcerati ricollocandoli anche fuori dalle mura.
L’azienda meccanica nata da tre imprese bolognesi (Gd, Ima e Marchesini group che ne detengono il 30% ciascuna con la collaborazione della Fondazione Aldini-Valeriani, che possiede il restante 10%) insegna in laboratorio alla Dozza: si chiama Fid, Fare Impresa Dozza.
L’officina dietro le sbarre ha già assunto 12 detenuti con condanna definitiva e a breve diventeranno 16; come avviene all’esterno, i futuri dipendenti vengono selezionati, formati e seguiti da tutor per essere poi assunti a tempo indeterminato a partire dal giorno in cui finirà il periodo di pena e verranno ricollocati altrove grazie alle competenze acquisite. I tutor sono ex dipendenti delle tre aziende meccaniche: passano almeno una mezza giornata a settimana all’interno della Dozza dove ce ne sono almeno un paio tutti i giorni, spesso anche di più.
Un limite è dato dai tempi necessari per la formazione: non è facile trovare detenuti adatti perchè solo il 10% deve scontare una pena superiore a un anno; inoltre il 60% dei reclusi sono stranieri. Tra i 100 carcerati che rispondono alle caratteristiche richieste c’è una vera e propria corsa.

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