Alessandro Paris
Margini
1 Giugno Giu 2013 1456 01 giugno 2013

Un apologo talmudico

Un giorno un re decise di costruire una città e scelse il sito. Gli astrologi approvarono il luogo a condizione che un bambino fosse murato vivo e presentato volontariamente da sua madre. Passati tre anni, una donna anziana presentò suo figlio di circa dieci anni. Al momento d’essere murato, il bambino dichiarò al re: “Lasciami porre tre domande agli astrologi. Se la loro risposta è corretta allora avranno letto bene i segni, ma nel caso contrario devono aver errato”. “Cosa è più leggero, cosa è più dolce, cosa è più duro al mondo?”. Dopo tre giorni, gli astrologi diedero la loro risposta: “La cosa più leggera è la piuma, la cosa più dolce è il miele, la cosa più dura al mondo è la pietra”. Il giovane scoppiò a ridere esclamando: “Non importa cosa potranno dire adesso…la cosa più leggera al mondo è un bambino in braccio alla madre, non è mai pesante. La cosa più dolce , è il latte della madre, e quella più dura è per la madre portare lei stessa il figlio perché sia murato vivo”. Gli astrologi furono confusi e dovettero riconoscere che avevano letto male le stelle. Così, il bambino venne risparmiato.


[Midrash babilonese, citato da J. Halbronn in Le Monde juif et l’astrologie, Archè, Milano 1985.]

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook