A piedi nudi
5 Giugno Giu 2013 1259 05 giugno 2013

Giornata dell'Ambiente: mangia, risparmia e..abbraccia!

Persone che si sporgono dentro i cassonetti della spazzatura se ne vedono sempre di più….e non sono solo stranieri. Recentemente ho visto una coppia giovane italiana tirare fuori prodotti ancora sigillati dentro il cassonetto che si trova davanti a un grande supermercato…e la domanda è stata…ma perché non trovare un modo diverso per recuperare cibo senza buttarlo e costringere queste persone a cercare….cercare….cercare, per sfamarsi normalmente?

Me lo chiedevo ieri…ma me lo chiedo ancor di più oggi, giorno in cui si festeggia la giornata mondiale dell’Ambiente, ospitata quest’anno in Mongolia per lanciare in tutto il mondo la lotta agli sprechi alimentari.

Perché si è scelto proprio la Mongolia? Perché la Mongolia è uno dei Paesi che sta crescendo maggiormente nel mondo puntando prevalentemente su una crescita basata su un’ economia verde. Infatti lì non si spreca il cibo grazie al tradizionale stile di vita nomade di alcuni dei suoi abitanti -che hanno sviluppato modi per conservare gli alimenti per lunghi periodi. Una bella e significativa risposta quindi alla sfida moderna degli sprechi alimentari

Think, eat, save, … pensa, mangia e risparmia è il motto che arriva da lì e che tutti dobbiamo interiorizzare e attuare. L'Unep, l'agenzia dell'Onu per l'ambiente ci rammenta che ogni anno nel mondo un terzo del cibo prodotto viene gettato durante uno dei passaggi che vanno dal produttore al consumatore. Una quantità che si aggira intorno a 1,3 miliardi di tonnellate di derrate alimentari, del valore di mille miliardi di dollari, che sarebbero sufficienti a nutrire gli 870 milioni di persone che ogni giorno non hanno da mangiare.

Tante le iniziative di questa giornata.

Significativa quella del Barilla Center for Food and Nutrition che nel diffondere la consapevolezza che riguarda lo spreco alimentare, prova a suggerire anche provvedimenti concreti. Ridurre, riutilizzare, ridistribuire, sono i tre imperativi da adottare subito. Lo spreco, dicono grandi esperti del settore nel magazine BCFN, inizia dai campi, dove le perdite sono dovute ai limiti delle tecniche di coltivazione, raccolta e conservazione, ma anche a inefficienze logistiche e infrastrutturali , o a semplici opportunità di mercato. Lo spreco prosegue poi nel trasporto, nella fase di trasformazione industriale, nei negozi e in ultimo nel frigorifero di casa. “In Europa, il 42% degli sprechi alimentari avviene nella fase di consumo domestico: gettiamo ogni anno 108 Kg a testa di cibo in Italia, 110 Kg in Gran Bretagna e 99 Kg in Francia. Fatti tutti i conti, alla fine sappiamo che a livello globale tra il campo e la tavola si perde circa il 30% di ciò che viene seminato o allevato, pari a circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo ogni anno". I danni? Non solo di tipo sociale, ma anche economico. La FAO ci ricorda che la quantità di cibo che finisce nei rifiuti dei Paesi industrializzati (circa 220 milioni di tonnellate) è pari alla produzione alimentare disponibile nell’Africa sub- sahariana. Basti pensare a quanto valore finisce nelle discariche o rimane sui campi, o al denaro che sprechiamo buttando via il cibo, costo che in Italia ammonta a circa 450 Euro annuali per famiglia. Nell’elaborazione fatta da BCFN, tra i modi per sprecare il cibo c’è anche la sovralimentazione: ossia tutti quegli alimenti che non finiscono nelle discariche ma “sui fianchi” o nel “giro vita” dei consumatori.

Bisogna cambiare stile di vita…tornare a coltivare i propri ortaggi, non solo per semplificare i vari passaggi, ma anche per tornare a mangiare sano. Non si ha un orto? Basta prendersi cura della aree verdi in città. Fare un orto in città perdipiù significa interrompere il paesaggio monotono e grigio creando una diversità ambientale o meglio, una biodiversità.

Tra le iniziative di oggi, a Firenze va la palma dell’originalità e della fantasia. Per festeggiare la giornata dell’Ambiente, la città è stata tappezzata di cartelli, con la scritta in tutte le lingue del mondo…“Abbracci gratis” . Vi viene riportato l'hashtag twitter #freehugs. E il tam tam di condivisioni in città e non solo, è su tutti i social networks.

Abbracciamoci!

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