Marco Sarti
Camera con vista
11 Giugno Giu 2013 1138 11 giugno 2013

A Messina dopo un giorno ancora si contano le schede

Le urne si sono chiuse ormai da quasi ventiquattro ore. Ma a Messina lo spoglio non è ancora concluso. Prodigi della tecnologia applicata ai sistemi di voto. Dei 254 seggi della città sullo Stretto, ne sono stati scrutinati poco più di 240. I risultati delle elezioni si potranno conoscere a breve, almeno si spera.

Il candidato sindaco del centrosinistra Felice Calabrò è in apnea da ieri pomeriggio. I dati in arrivo al Comune lo danno attorno al 50 per cento. Ogni voto è valido per superare la fatidica soglia ed essere eletto senza passare dal ballottaggio.

Intanto le procedure di spoglio proseguono, molto a rilento. Il motivo è surreale. Alcuni presidenti di seggio avrebbero contato male un numero imprecisato di schede, costringendo il comune di Messina a riaprire gli scatoloni per il riconteggio delle preferenze. 

La nuova legge elettorale siciliana, infatti, non prevede l’assegnazione automatica al candidato sindaco del voto attribuito alle liste che lo sostengono. Una modifica sostanziale, che a molti presidenti era rimasta sconosciuta. La democrazia 2.0. 

Così a un giorno di distanza dalla chiusura dei seggi, in città si aspetta ancora con ansia l’esito delle elezioni. Ai messinesi è andata anche bene. In alcuni paesi per essere certi che ognuno esprima una sola preferenza, dopo aver votato bisogna immergere un dito nell’inchiostro indelebile. Almeno sullo Stretto questa procedura è stata evitata. 

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