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12 Giugno Giu 2013 1719 12 giugno 2013

La dittatura delle assicurazioni nell’Rc auto

L’istruttoria notificata oggi dall’Antitrust nei confronti di Unipol Gruppo Finanziario, Fondiaria-SAI, Assicurazioni Generali, Allianz, Società Reale Mutua di Assicurazioni, Società Cattolica di Assicurazione, Axa Assicurazioni, Groupama Assicurazioni offre uno spaccato di come tenere bene alla larga la concorrenza e far lievitare i prezzi delle polizze, guarda caso i più alti d’Europa. Secondo i rilievi dell’authority – che ha dato seguito ad alcune segnalazioni presentate dallo Sna, il sindacato nazionale agenti – i contratti conterrebbero delle clausole disincentivanti per quanti volessero curare più di una società assicruativa. Tra queste obblighi di non concorrenza, di informativa, e sulle provvigioni. 

La concentrazione del mercato Rc Auto (Fonte: Antitrust)

Vale la pena di riprendere alcuni passaggi dell’istruttoria, per capire la strategia messa in atto dalle compagnie: 

Relativamente alle provvigioni riconosciute dalle imprese assicurative alla rete agenziale, queste sono spesso strutturate in modo da garantire ilmantenimento del “portafoglio esistente”, così da disincentivare lo sviluppo di rapporti agenziali in plurimandato. Si tratta delle disposizioni contrattuali che non si limitano a premiare, direttamente o indirettamente, gli agenti per l’incremento della clientela assicurata, ma che tendono a remunerare la conservazione della domanda esistente.

Alcuni esempi: 

UGF prevede che l’agente collabori per conservare il portafoglio il più possibile intatto; FonSai prevede forme di incentivazione legate alla conservazione del portafoglio; Generali prevede uno stretto collegamento del sistema provvigionale al mantenimento del portafoglio clienti; Reale Mutua prevede una specifica modalità di calcolo/recupero provvigioni in caso di consistente annullamento del portafoglio. 

Conclusione? Questi lacci e lacciuoli potrebbero «agevolare comportamenti collusivi tra le imprese di assicurazioni». E intanto i consumatori pagano prezzi che, dal 2006 a oggi, quando Bersani con le “lenzuolate” ha provato a introdurre il plurimandato per gli agenti assicurativi, non hanno mai smesso di salire. Per le compagnie non sembra esserci crisi.

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