A piedi nudi
13 Giugno Giu 2013 1208 13 giugno 2013

La scuola che funziona:Cristian Canò è stato promosso.

Cristian Canò, ce l’ha fatta. Ce l’ha fatta a superare l’anno scolastico nonostante si trovi da gennaio agli arresti domiciliari per parricidio.

Ma ce l’ha fatta soprattutto a non perdere la fiducia verso il mondo esterno… proprio perché questo mondo esterno non l’ha abbandonato a se stesso e ai suoi sensi di colpa.

E il merito questa volta va, senza se e senza ma, alla scuola. Alla sua scuola, l’Istituto Marconi di Latina, dove preside, vicepreside e insegnanti sono stati in prima linea e hanno fatto davvero a gara a non lasciarlo solo.

Tutto si è concluso bene e pochi giorni fa, sempre con il permesso del giudice, lo studente ha potuto svolgere direttamente in Istituto le prove pratiche, ed è stato promosso.

“ Ma l’iter non è stato facile - spiega Speranzina Ferraro, dirigente del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e Coordinatore per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare – perché era la prima volta che ci trovavamo ad affrontare un problema del genere. Mai si era verificato prima che degli insegnanti chiedessero di fare lezione a studenti agli arresti domiciliari, per cui abbiamo dovuto trovare tra le maglie della normativa, la soluzione per validare e legalizzare un insegnamento a domicilio che non rientra in nessuna delle casistiche fino ad ora considerate”.

E quindi?

“Quindi quando la preside, il vicepreside e i docenti sono venuti a chiedermi cosa fare per risolvere questo problema, abbiamo fatto l’elenco di come poter procedere a livello amministrativo con degli step e passaggi necessari: collegio dei docenti, consiglio di classe, inserimento del progetto nel piano dell’offerta formativa (POF), e soprattutto l’adesione per iscritto di ogni docente ad accettare di fare lezione a Cristian a titolo gratuito. Per ultimo l’istituzione di un registro di classe solo per lui”.

Questa la procedura burocratica che una volta risolta ha dato il via alle lezioni personalizzate. Ogni insegnante così, una volta a settimana e fuori dall’orario scolastico, per due o più ore, è andato, a sue spese, a fare lezione a Cristian.

“I docenti sono stati bravissimi e generosi ed anche la Ferraro che è riuscita a trovare la soluzione e a riconoscere l'iniziativa” spiega molto soddisfatta Anna Maria Martino, preside dell’Istituto ai suoi ultimi giorni di attività lavorativa nella scuola. A lei va il merito di aver supportato e incoraggiato questa iniziativa. A lei e al vicepreside Luciano Loffredi, che in questi mesi si è impegnato molto, conquistandosi la fiducia anche del giudice che lo ha incaricato di prelevare Cristian da casa e condurlo a scuola per gli esami.

Che dire di questa storia? Cristian nella sua disgrazia personale può ritenersi davvero fortunato ad avere incontrato sulla sua strada degli insegnanti che non lo hanno lasciato solo …e che continuano e continueranno a seguirlo anche dopo. Se la scuola fosse sempre così, attenta e generosa, forse...

Ne avevamo già parlato in....http://www.linkiesta.it/blogs/piccoli-passi-nel-mio-orto-giardino-idee-passione-ricette/i-professori-del-marconi-fanno-lezio

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