Giacomo Properzj
Largo ai vecchi
18 Giugno Giu 2013 1010 18 giugno 2013

A culo nudo nel naviglio

“Una coperta di alghe verdi stesa sull'acqua, il profilo delle mura spagnole divorato dall'erba, le tracce di Leonardo lasciate nel fango, un paio di scarpe nere da uomo, un triciclo affogato, lattine di Coca Cola , bottiglie di plastica nel canneto, graffiti sui muri e reti da cantiere sfasciate sull'asfalto...” non è la mia prosa ma quella del Corriere della Sera del 13 giugno scorso. Nel frattempo, il 15 giugno, a Palazzo Marino nella prestigiosa sala degli Alessi si è prodotto un grande convegno intitolato “Rifacciamo Milano con l'acqua” destinato a promuovere l'idea di riaprire i navigli milanesi. La partecipazione era ad altissimo livello a partire dall'assessore comunale all'urbanistica signora De Cesaris e poi, giù giù per una fitta schiera di presidenti e architetti che, a nominarli tutti, non si finirebbe più e sarebbe soprattutto inutile perchè hanno detto tutti le stesse cose. Cifre, cioè soldi da investire, nessuno ne ha fatte e si spera genericamente nel buon cuore di istituzioni e privati cittadini che raccolgano fondi per questo progetto demenziale.
Tutti gli oratori, dico tutti, avevano in comune l'idea non espressa e tenuta in segreto che nulla sarà mai fatto non foss'altro per l'enorme portata degli investimenti che quand'anche ci fossero, oggi mancano del tutto, dovrebbero essere spesi in altri più utili interventi di natura sociale o di urbanistica diffusa dal momento che Milano sta diventando una Città Metropolitana. Per altro tutti sapevano che un tema come questo può portare ai politici il proscenio di qualche manifestazione e agli architetti, su questo c'è l'interesse, qualche consulenza, qualche relazione o, addirittura qualche progetto di massima e su questo, coi tempi che corrono, c'è una corsa a tutto vapore. In altri convegni mi è capitato di sentire progetti verbali che prevedevano petroliere in transito in via Visconti di Modrone ovvero barche a remi tipo gondole che mescolassero il canto del ambrogondoliere con il cupo suono della sirena marittima. D'altronde l'associazione degli amici del naviglio (esclusa dal convegno di cui parlo perchè già nascono le concorrenze) riceve qualche finanziamento dalla regione per mantenere una piccola imbarcazione che percorre il tratto urbano del naviglio, caratterizzato da costruzioni popolari post belliche, ma deve fermarsi e tornare indietro poco dopo Corsico perchè incontra il primo ponte “a raso” che impedisce di andare avanti. Eppure questi amici sostengono, quasi senza scherzare, la nascita di un percorso di acqua da Locarno a Venezia non ricordando che il naviglio è stato degradato a canale per l'irrigazione agricola e d'estate è quasi privo d'acqua. D'altronde per venir giù dal Ticino, che non è navigabile, occorre ricostruire almeno quattro Conche e tutto per piccole imbarcazioni o gommoni perchè nel '500 non era prevista la navigazione di barche da diporto turistico di una certa dimensione. Arrivati a Pavia, oltre la ricostruzione di un consistente numero di Conche per potersi portare all'altezza del Po, gli amici del naviglio dimenticano che il Po fino a Cremona è pieno di secche e praticamente non navigabile come dimostra il fatto che non si fa più, ormai da quasi mezzo secolo, la famosa corsa per motoscafi Pavia-Venezia.
Presiedeva il convegno il presidente del consiglio comunale di Milano, uomo conosciuto per la serietà dei suoi comportamenti nel corso di lunghi anni in consiglio comunale, il quale non si capisce come si sia fatto attrarre in questa tematica per checche innamorate: a lui mi rivolgo per ricordargli tra l'altro che il 60% delle case lungo la cerchia dei navigli hanno un'uscita sull'ex-naviglio, che quattro linee della metropolitana attraversano la cerchia a pochi metri di profondità, che infiniti cavi elettrici ed elettronici passano sotto la cerchia del resto riempita con macerie dei bombardamenti. Ricordo insomma all'amico Basilio Rizzo che la portata delle acque dei navigli non garantisce un flusso costante e permanente se non si vuole privare completamente l'agricoltura della Bassa della necessaria irrigazione. Tutte cose semplici a prima vista per cui non c'era bisogno di affidare uno studio che alla fine risulterà costoso al Politecnico. C'è invece un'enorme periferia abbandonata dove la povertà cresce giorno per giorno, quella nota degli emigrati e degli homeless e
quella meno nota dei nuovi poveri perchè anche a Milano c'è gente che non ce la fa. Questa periferia è destinata a dilatarsi enormemente con il passaggio alla Città Metropolitana.
Dico questo perchè l'architetto Boatti parrebbe, a gratis per il comune e ci credo, aver trovato la soluzione ai problemi tecnici per esempio lasciando non solo sulla destra ma anche sulla sinistra della cerchia uno spazio per le automobili e limitando il naviglio ad un ruscelletto (lui dice 5 metri ma sono meno) al centro della strada dove con una profindità d'acqua minima e depurata possano navigare minuscoli bateaux-mouches per giapponesi sotto il piano del traffico che scorrerebbe ai lati. Qui siamo a Las Vegas dove hanno ricostruito il Canal Grande di Venzia per attirare le folle turistiche nei loro casinò. Ecco l'idea per il finanziamento dell'operazione i casinò e il gioco d'azzardo sono già voci ad altissimo reddito nel bilancio nazionale.
Per quanto riguarda amici e animatori idealistici e ricostruttori della romantica città di Stendhal io fisserei per loro una regola ogni anno, solo una volta all'anno, una nuotata nudi nel Naviglio Grande offrendo al morso delle pantegane, vere regine di quel corso d'acqua, le loro parti riproduttive.

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