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19 Giugno Giu 2013 0650 19 giugno 2013

Cittadinanza e immigrati: la soluzione è nella legge

Povero Giovanni Sartori, dopo decenni di rispettabile carriera, ha dovuto subire l'onta della censura, con il più vigliacco degli strumenti, il silenzio. Sfrattato dalla colonna nobile, quella di sinistra, degli editoriali del Corsera, e se non bastasse questo, pure nascosto nei meandri del sito web del Corrierone, senza richiamo in home page; oggi per trovare il suo editoriale on line bisogna affidarsi alle capacità, per fortuna potentissime, del motore di ricerca di Mountain View, il mitico Google.
D'altro canto il tagliente politologo fiorentino si è macchiato di una colpa grave, almeno secondo i canoni del più corretto tra i direttori politicamente corretti, Ferruccio De Bortoli; il politologo ottuagenario ha osato criticare il neo Ministro all'Integrazione Cecile Kyenge. Ha osato rompere il tabù, puntare il dito contro il Re che è nudo, facendo intendere, senza mezzi termini, che la Kyenge di integrazione ne capisca poco.
La reazione del Corriere è stata vergognosa, anche peggio della censura, ha tentato di nascondere il pezzo del più storico dei suoi collaboratori, e senza nemmeno avvisarlo.
Mentre gli uomini del Corsera si impegnavano ad oscurare il toscanaccio Sartori, trovavano comunque il tempo di cucinare un'altra polpetta avvelenata, travisando le dichiarazioni del Governatore Zaia e titolando:"Zaia apre allo ius soli per i bambini". Pronto chiarimento e smentita dello stesso Zaia via Twitter, che ha precisato:"No allo ius soli ma dobbiamo risolvere la questione dei bambini nati qui e scolarizzati".
Capolavoro delle truppe di via Solferino, oscurano Sartori e danno libero sfogo alla loro fantasia sul Presidente Zaia, risultato? Tanta confusione.

Il problema della cittadinanza ai bambini stranieri, che affollano le nostre scuole, va però affrontato, senza banalizzarlo. Dove e come trovare una soluzione? Conoscere la normativa vigente potrebbe rappresentare un buon punto di partenza, purtroppo in pochi dimostrano di conoscerla.
Secondo la legge italiana, in linea di principio, i figli minori dipendono, come logico che sia, fino alla maggiore età, dalla famiglia in cui vivono, anche per quanto riguarda la cittadinanza. La normativa ci dice che i figli di stranieri diventano automaticamente italiani nel momento in cui i genitori acquisiscono la cittadinanza, a prescindere da quale parte del mondo siano nati. Ponendo il caso di un bambino straniero nato in Italia e che frequenta le scuole medie, questi sarà molto probabilmente figlio di genitori che risiedono nel nostro Paese da almeno dieci anni, e si trovano quindi nella condizione di chiedere ed ottenere la cittadinanza, e questa viene trasmessa in automatico al figlio, anche se nato al di fuori dell'Italia.
Se questi, al contrario, non hanno ancora richiesto la cittadinanza italiana il motivo potrebbe essere semplice: non desiderano ottenerla, né per loro né tantomeno per i loro figli. E questo caso è molto più frequente di quanto si possa immaginare, visto che molti stranieri non desiderano diventare cittadini italiani.
E in questo caso cosa succede ai figli? A questo punto i figli potranno richiedere la cittadinanza, anche contro la volontà dei genitori, una volta compiuto il diciottesimo anno di età. L'ottenimento è quasi automatico, ma non obbligatorio; si hanno dodici mesi di tempo per manifestare la propria volontà.
Perché sarebbe sbagliato e pericoloso introdurre lo ius soli e separare le sorti della cittadinanza del minore straniero da quelle del genitore?
Sarebbe sbagliato perché si discriminerebbe tra figli di stranieri nati in Italia e quelli giunti in tenerissima età, magari neonati, che una volta scolarizzati si troverebbero nella stessa condizione ma senza cittadinanza.
Sarebbe soprattutto pericoloso, ed è presto spiegato. Il bambino nato in Italia acquisirebbe automaticamente la cittadinanza, e vivrebbe sotto la responsabilità, in quanto minore, di genitori privi di cittadinanza italiana, e quindi potenzialmente anche privi di qualsiasi permesso di soggiorno o, peggio, entrati illegalmente in Italia. Un genitore clandestino con un figlio cittadino italiano? La situazione sarebbe insostenibile, in quanto è impensabile anche solo ipotizzare l'espulsione dei genitori di un figlio minore cittadino italiano. A questo punto la concessione del permesso di soggiorno permanente sarebbe obbligatoria. Ed ecco che il cerchio si chiude; partorire un figlio in Italia sarebbe la strada più semplice e veloce per regolarizzare lo status di clandestino, e quindi i barconi si riempirebbero di disperate partorienti. Pura follia. Una crudele roulette russa, dove sopravvive il più forte. Inaccettabile.

Riuscire a parlare della problematica dello "ius soli" , senza per me avvertire il sentir salire il sangue alla testa e' sinceramente problematico. Non perché la questione non mi appassioni, ma perché in primo luogo credo non sia di attualità, in seconda battuta, sono fortemente convinto che sia una discussione inutile, fuorviante e strumentale, soprattutto viste le priorità e le urgenze del nostro paese. La normativa, cosi come chiaramente spiegata dall'amico Andrea, e' chiara e non lascia spazi se osservata con la lucidità che contraddistingue un vero amministratore o colui che ha compiti istituzionali. Bene han fatto a puntualizzare sia Zaia che Monti, con l'unica accortezza di guardare la problematica, se cosi vogliamo chiamarla, a 360 gradi. Il punto e' quali sono i diritti che vengono sottratti a questi minori, durante la loro permanenza nel nostro Paese? vengono garantiti tutti i diritti, alle volte la mancanza e' sui doveri forse (ma di questo me ne assumo le responsabilità di averlo detto). In effetto ogni bimbo che nasce sul nostro territorio ha immediatamente il diritto ad accedere ai nostri sevizi sanitari, scolastici e tutto ciò che riguarda ogni tipo di assistenza, questo dovrebbe valere per i figli di immigrati regolari in primis, ma la cronaca ci ha insegnato che avviene anche per i figli degli irregolari, questo a memoria e con buona pace delle "belle anime" che si dolgono della scarsa solidarietà che ci contraddistingue...Allora ripeto quale e' il "diritto" violato? pongo una domanda ci rendiamo conto del paradosso del nascituro italiano "naturalizzato" , figlio di genitori irregolari? Non stiamo forse parlando di un sotterfugio per arrivare a cittadinanze automatiche aldilà delle eta' e della nascita? Altra cosa se proprio dobbiamo fare, usiamo il sistema tedesco (ossia l'avere una sola cittadinanza, dovendo scegliere) e si altra chicca la legge italiana da' la doppia cittadinanza!
Che si apra la discussione e la riflessione... Andrea ed io lo abbiamo fatto...
Andrea Monti e Davide Boni

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