Sergio Ragone
Pop corn
21 Giugno Giu 2013 0920 21 giugno 2013

Bi Cube, l'incubatore "innovativo" nel Mezzogiorno

Probabilmente Startup ed Agenda digitale sono state le parole più usate quest'anno negli ambienti che si occupano di futuro e di innovazone. Ma è anche vero che c'è chi predica innovazione e chi, invece, prova a praticarla anche mettendo in campo misure anticicliche per dar vita a nuove imprese.

Succede al Mezzogiorno, in Basilicata, dove i ritardi della strategia nazionale sul digitale sono ancora più sentiti, ma dove c'è chi prova a reagire e a dare risposte concrete alla domanda di futuro.

Bi Cube, l'incubatore di Basilicata Innovazione, è probabilmente l'esempio di cosa vuol dire saper far bene innovazione in Italia, e nelle parole del suo responsabile, Michele Petrone, si legge in modo chiaro e netto questa mission

Michele che senso ha parlare ancora di Start-up ora che se ne parla davvero tanto?
Penso che le start-up rappresenteranno sempre più una parte importante dello sviluppo economico. Sia perché sono i ‘luoghi’ dove è più facile che si possano generare innovazioni anche radicali (proprio per le caratteristiche di flessibilità e di apertura tipiche della start-up), sia perché rappresentano un’opportunità di occupazione qualificata per tanti giovani. Ed innovazione ed occupazione sono un po’ i due temi cardine dello sviluppo.

E’ bene, quindi, che si parli tanto di start-up anche nel nostro Paese, sempre che poi quest’attenzione si traduca in concrete policy e programmi seri che supportino effettivamente la nuova imprenditorialità innovativa. Oggi molti sono quelli che dichiarano di occuparsi di start-up; sarà importante riscontrare fra un po’ i risultati effettivamente conseguiti.


Il governo però sull'Agenda Digitale pare non abbia ancora le idee chiare. Al netto degli annunci quali sono le priorità che vanno affrontate adesso?
L’Agenda Digitale è un tema caldo. Anche in questi giorni, ho letto di scelte di governance che provano a dare concreto avvio all’Agenda Digitale. Sicuramente saranno importanti questi provvedimenti legislativi e le cosiddette scelte ‘top-down’, quelle che vengono dal livello centrale. Per tutti gli effetti che possono determinare in termini di sviluppo di economia, di sburocratizzazione, di generazione di nuova imprenditorialità.

Ma credo soprattutto che l’innovazione basata sulla Rete Internet sia molto ‘bottom-up’. Nasce dal basso, da tanti giovani che sono appassionati della Rete, che individuano e testano nuovi modelli di business.

Lascio agli esperti la scelta delle priorità che vanno affrontate a livello di governo centrale. Tuttavia la ratio che mi piacerebbe trovare in questi provvedimenti, è quella di offrire seri e rapidi strumenti ed opportunità ai giovani che intraprendono.


Innovazione e Sud, non un ossimoro vero?
Assolutamente no. Per avere un esempio concreto, guardiamo alle diverse start-up che negli ultimi anni proprio nel Mezzogiorno hanno ricevuto importanti round di finanziamento dai fondi di venture capital. Tutte start-up che propongono innovazioni, stanno sperimentando nuove tecnologie, validando nuovi modelli di business, realizzando numeri. Quindi sicuramente si può fare innovazione e si può fare nel Mezzogiorno. Ovviamente tutte queste start-up, anche nel Mezzogiorno, devono guardare al mondo. Quindi occorre che i nuovi imprenditori strutturino il progetto imprenditoriale pensando in grande, ragionino in ottica di crescita aldilà di specifici confini territoriali.
Forse nel Mezzogiorno, abbiamo una chance in più che ci spinge ad innovare. Tante Università importanti, tanti giovani qualificati che magari non trovano opportunità di occupazione in aziende consolidate come altrove. Questo serbatoio di talenti, che abbiamo in tante zone del Mezzogiorno, è sicuramente una leva che fa la differenza.


L'esperienza lucana di BI Cube è sicuramente positiva ma quali sono le prospettive reali di crescita?
Si può fare start-up ed innovazione nel Mezzogiorno e sicuramente anche in Basilicata. BI Cube è il programma di incubazione ed accelerazione di idee imprenditoriali innovative proposto da Basilicata Innovazione. Interveniamo nelle fasi seminali, quelle dette del pre-seed e seed, offrendo un sistema di servizi, competenze ed un po’ di budget, per mettere a punto il primo prototipo, per testare il business model, per verificare se la start-up ha concrete potenzialità di crescita. E siamo anche molto soddisfatti di come sta andando. Nel nostro portafoglio, oggi possiamo dire che abbiamo team di imprenditori che stanno lavorando a progetti di start-up con grande potenziale. Altri entreranno nei prossimi mesi.

Come andrà a finire? Siamo consapevoli che si tratta di progetti ad elevato potenziale, ma anche ad alto rischio per la fase embrionale in cui interveniamo. Stiamo però lavorando affinchè vengano fuori da BI Cube start-up importanti, in grado di consolidarsi sul mercato ed attrarre l’interesse di partner industriali e finanziari.

E poi come dico sempre quando parlo con i colleghi imprenditori, l’incubatore BI Cube è committed come una start-up. Il nostro consolidamento come incubatore dipenderà dalla capacità di creare valore economico attraverso le start-up che abbiamo in portafoglio.


Il 25 si concluderà la seconda edizione del N.I.D.I. TecNOfrontiere con la finale della business plan competition. Che percorso è stato e cosa ne sarà di queste Startup?
È stata una esperienza entusiasmante. Organizzata da noi di Basilicata Innovazione insieme ad Unioncamere Basilicata, con l’importante supporto della società di venture capital Dpixel, abbiamo battuto a tappeto l’intero territorio. In sole 5 giornate, sul Barcamper di Dpixel sono state presentate ben 80 idee di start-up, con circa 200 aspiranti imprenditori. Tanti team hanno avuto l’opportunità di strutturare la propria idea imprenditoriale, di capire come proporsi al mercato, di provare ad immaginare il business model, grazie ai mentori che li hanno seguiti.
Tuttavia quello che più mi ha colpito è la passione di tanti giovani che hanno idee interessanti ed hanno voglia di mettersi in gioco. Sicuramente diversi lavoreranno alla loro start-up, anche entrando nel programma di BI Cube.

Intanto un invito per tutti. Martedì 25 giugno dalle 14.30 al Teatro Don Bosco di Potenza, ci sarà la festa finale del TechGarage Basilicata 2013 . Ospiti di eccezione, tra cui Riccardo Luna, direttore di CheFuturo!, e Gianluca Dettori, Presidente di Dpixel, parleranno di innovazione e start-up. E poi soprattutto i 10 team finalisti che si sfideranno a colpi di elevator pitch. Vi aspettiamo tutti!

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