Asia Files
21 Giugno Giu 2013 1813 21 giugno 2013

Il monaco estremista

La copertina del Time di questa settimana, nell'edizione asiatica, è dedicata al monaco birmano U Wirathu. Il volto del terrore buddhista, titola il magazine statunitense. Lo stesso monaco, salito alla ribalta per le posizioni ultranazionaliste e le campagne anti-islamiche, si è autodefinito l'Osama bin Laden dei buddhisti. Per questo l'intellettuale birmano Maung Zarni ha replicato su Facebook a quanti hanno contestato la scelta del settimanale minacciando campagne di boicottaggio.

Tra le voci che hanno contestato il Time c'è quella del gruppo editoriale Eleven. “Non condivido le opinioni di Wirathu. Abbiamo visioni diverse, ma non accetto neanche il ritratto poco equilibrato fatto dal Time”, ha scritto in una nota l'amministratore del gruppo, Than Htut Aung, secondo cui l'immagine del monaco che emerge dal servizio minaccia la “fragile transizione democratica” birmana. “Il padrino del buddhismo radicale”, scrive il settimanale. Il monaco che “predica il proprio odio contro la minoranza musulmana del Paese a studenti e casalinghe”.

Wirathu, 46 anni, è considerato uno degli istigatori delle violenze settarie che dalla scorsa estate hanno fatto circa 250 morti, sia buddhisti sia musulmani. Di questi quasi 200 sono le vittime delle violenze contro i rohingya, discriminati perché ritenuti immigrati illegali dal vicino Bangladesh e cui è negata la cittadinanza. Secondo i dati delle Nazioni Unite, sono almeno 140mila gli sfollati che vivono nei campi. Una nuova ondata di scontri ha interessato in primavera le regioni centrali prima di coinvolgere anche le comunità birmane nella vicina Malaysia.


Di oggi è anche la presa di posizione della leader dell'opposizione democratica, Aung San Suu Kyi, contro la proposta dei monaci oltranzisti per una legge che vieti i matrimoni tra donne buddhiste e uomini di altre religioni. Prima, è l'idea dei monaci guidati proprio da Wirathu, gli uomini si dovranno convertire e avere il permesso dei genitori della sposa, pena 10 anni di reclusione.


Altri monaci hanno preso le distanze dall'iniziativa, osteggiata dalle organizzazioni per la tutela dei diritti delle donne. Una norma del genere sarebbe in contrasto sia con le leggi birmane sia con il buddhismo stesso, ha detto la premio Nobel per Pace citata da Radio Free Asia: “viola i diritti delle donne e i diritti umani”. Una presa di posizione che segue quella contro la controversa norma che vieta ai rohingya di avere più due figli e le critiche nei confronti della Lady per la titubanza nel condannare le violenze contro i musulmani.

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